Petrolio in picchiata dopo la tregua Iran-Israele

Il Brent crolla del 5%. Trump: "Mantenete bassi i prezzi". Ma gli analisti avvertono: "La tregua è fragile"

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Petrolio in picchiata dopo la tregua Iran-Israele

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I prezzi del greggio hanno subito un brusco tonfo nelle ultime ore, riportandosi sui livelli precedenti all'escalation militare, sull'onda dell'annuncio di una fragile tregua tra Teheran e Tel Aviv. Un respiro di sollievo per i mercati, dopo giorni di tensioni che avevano fatto impennare le quotazioni.

Secondo i dati rilevati dopo l'annuncio, il Brent, riferimento globale, è crollato di oltre il 5%, scendendo sotto i 68 dollari al barile (intorno ai 67,75$). Analogamente, il WTI statunitense ha perso oltre il 5%, attestandosi sotto i 65 dollari (circa 64,84$). Un'inversione di tendenza marcata, considerando che nel picco del conflitto i prezzi avevano sfiorato i 78 dollari, toccando massimi degli ultimi cinque mesi appena la scorsa settimana.

La discesa è la diretta conseguenza dell'annuncio fatto dal presidente USA Donald Trump nella serata di lunedì: "Israele e Iran hanno pienamente concordato che ci sarà un cessate il fuoco totale... per 12 ore", ha dichiarato, dopo aver esortato con un post social a "mantenere bassi i prezzi del petrolio", minacciando: "Li sto controllando!".

La paura che aveva spinto i prezzi verso l'alto era duplice: il rischio di un'interruzione degli approvvigionamenti dal Medio Oriente e, soprattutto, il timore che l'Iran potesse chiudere lo Stretto di Hormuz. Questo passaggio critico, attraverso cui transita quasi un quarto del petrolio globale, rappresentava lo scenario più temuto dagli investitori. Analisti di Goldman Sachs avevano stimato che una sua chiusura prolungata avrebbe potuto spingere le quotazioni ben oltre i 100 dollari al barile.

L'annuncio della tregua ha innescato un'ondata di ottimismo sui mercati finanziari globali. A Wall Street, il Dow Jones guadagnava oltre 300 punti, mentre S&P 500 e Nasdaq salivano dello 0,7% e dell'1% rispettivamente. Positivi anche i listini asiatici (Hang Seng +2%, Shanghai Composite +1,2%) ed europei, con lo STOXX Europe 600 in rialzo dell'1,2%. "I mercati hanno tirato un sospiro di sollievo", ha commentato Robert Yawger di Mizuho Securities, anche se molti analisti invitano alla cautela.

L'incertezza, però, rimane alta. Lo stesso Trump ha definito la tregua "fragile", e accuse incrociate di violazioni sono già emerse tra le parti. "La celebrazione potrebbe essere di breve durata", ha avvertito Lukman Otunuga, senior market analyst di FXTM. "Se le tensioni riprendono o il cessate il fuoco viene violato, potremmo assistere a un rapido ritorno all'avversione al rischio".

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