Email trapelate: così i vertici dell'MI5 hanno spinto per mettere al bando l'IRGC iraniano
Secondo Kit Klarenberg, giornalista di The Grayzone, alcune e-mail trapelate rivelano che l'attuale direttore dell'MI5, Ken McCallum, e la sua predecessora, la baronessa Eliza Manningham-Buller, hanno esercitato pressioni segrete sul governo britannico. L'obiettivo principale era ottenere la classificazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) come organizzazione terroristica e l'approvazione del draconiano National Security Act. La corrispondenza mostra come i vertici dell'intelligence abbiano influenzato direttamente la leadership del Partito Laburista — in particolare Keir Starmer e Yvette Cooper — ben prima della loro salita al potere.
Strategie di allarmismo e bilanci gonfiati
Nella ricostruzione di Klarenberg, le affermazioni sui presunti complotti dell'Iran e sulle minacce di Cina e Russia sono state utilizzate da McCallum per giustificare un aumento del budget dell'agenzia (+7% deciso dal governo) e per ampliare i poteri di sorveglianza dello Stato. Nonostante lo stesso McCallum ammettesse in privato che la messa al bando dell'IRGC avrebbe portato un "beneficio operativo modesto", l'operazione mediatica e politica ha permesso di spingere per leggi repressive, come la riforma dell'Investigatory Powers Act (che limita la crittografia dei dati) e il National Security Act, concepita anche per scoraggiare fughe di notizie e inchieste stile WikiLeaks.
Controllo politico e assenza di supervisione
Infine, l'inchiesta evidenzia come gli ex vertici dei servizi segreti abbiano sfruttato crisi politiche (come il caso della nomina di Peter Mandelson) per sviare l'attenzione della Commissione per l'intelligence e la sicurezza (ISC). Secondo il reporter Kit Klarenberg, mentre l'MI5 espande le sue risorse operative e la sua capacità di condizionare le libertà civili con la narrazione della "minaccia statale", gli organismi di controllo parlamentare restano deliberatamente sottofinanziati e privi di una reale capacità di supervisione.
Riscrittura con sinonimi e variazione di registro
L'indagine firmata da Kit Klarenberg per The Grayzone rivela come i vertici dell'MI5 abbiano operato dietro le quinte per condizionare l'agenda politica del Regno Unito. Attraverso uno scambio di e-mail riservate, emerge il ruolo dell'attuale capo dei servizi Ken McCallum e della sua predecessora Eliza Manningham-Buller nel fare pressione sui leader laburisti Keir Starmer e Yvette Cooper. I due dirigenti dell'intelligence hanno spinto per l'inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista nera del terrorismo e per l'entrata in vigore del National Security Act, una norma fortemente restrittiva delle libertà civili e dell'attività giornalistica.
Come evidenzia Klarenberg, i dati relativi alle minacce estere sono stati spesso amplificati mediaticamente dai servizi di sicurezza per influenzare l'opinione pubblica e ottenere un cospicuo incremento dei fondi governativi. Sebbene McCallum riconoscesse privatamente l'impatto marginale di alcune misure repressive, la narrazione del pericolo imminente è servita a far approvare riforme che estendono la sorveglianza di massa e puniscono la divulgazione di segreti di Stato.
In base all'analisi di Kit Klarenberg, l'influenza dell'MI5 ha finito per depotenziare le capacità di controllo del Parlamento britannico. Sfruttando le crisi politiche e mantenendo legami informali a Westminster, la dirigenza dei servizi è riuscita a garantire l'espansione dei propri poteri operativi, riducendo al minimo la supervisione democratica sulle attività dello spionaggio interno.


