"Non posso credere che ciò è quanto desiderate". John Rawls nel 1998 sull'Ue

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"Non posso credere che ciò è quanto desiderate". John Rawls nel 1998 sull'Ue

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In un post incentrato sul concetto di populismo e su come immaginare l'Ue in vista delle elezioni del Parlamento europeo, Paolo Becchi sul Blog di Beppe Grillo cita una memorabile frase di John Rawls sul processo di integrazione europea. 

Il filosofo americano, in una lettera a P. Van Parijs nel 1998 scriveva: "Un punto sul quale gli europei dovrebbero interrogarsi riguarda, se mi si concede di azzardare un suggerimento, quanto lontano vogliono che si proceda con la loro unificazione. Mi sembra che molto sarebbe perduto se l’Unione europea diventasse un’unione federale come quella degli Stati Uniti. In quest’ultimo caso, infatti, esiste un linguaggio condiviso del discorso politico e una completa disponibilità a passare da una all’altra forma di Stato. Inoltre, non sussiste un conflitto tra un ampio e libero mercato comprendente tutta l’Europa, da una parte, e dall’altra i singoli Stati-nazione, ciascuno con le proprie istituzioni, memorie storiche, e forme e tradizioni di politica sociale. Sicuramente questi elementi sono di grande valore per i cittadini di tali paesi, poiché danno senso alle loro vite. Un ampio mercato aperto che includa tutta Europa rappresenta l’obiettivo delle grandi banche e della classe capitalista, il cui principale obiettivo è semplicemente quello di realizzare il più alto profitto. L’idea di crescita economica progressiva e indeterminata caratterizza perfettamente questa classe. Quando parlano di redistribuzione, lo fanno di solito in termini di redistribuzione a gocciolamento. Il risultato a lungo termine di questa politica economica — già in atto negli Stati Uniti — conduce ad una società civile travolta da un consumismo senza senso. Non posso credere che ciò è quanto desiderate".

Per la lettura completa dell'articolo di Paolo Becchi si rimanda a: http://www.beppegrillo.it/2013/11/lo_spettro_del_populismo.html

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