Ministro interni belga: "3000-5000 reclute dell'Isis potrebbero tornare in Europa"

2771
Ministro interni belga: "3000-5000 reclute dell'Isis potrebbero tornare in Europa"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


L'intelligence europea si sta preparando per il rientro di 3.000-5.000 “reclute” dell'Isis che negli anni scorsi avevano lasciato l'Europea per arruolarsi con lo Stato Islamico. Lo denuncia il ministro degli interni belga Jan Jambon commentando la “ritirata” dell'organizzazione terroristica in Iraq e la Siria. 

“Daesh è sotto pressione con gli attacchi a Mosul e Raqqa. In entrambe le città, i combattenti belgi restano lì per aiutare nella difesa dello Stato islamico. L'altra ipotesi è che lo Stato Islamico rispedisca questi combattenti da dove vengono. E non solo i 200 belgi in loco, ma i 3 000-5 000 europei", ha detto alla stazione televisiva pubblica belga RTBF.

Il ministro degli interni belga ha poi aggiunto: "Tutti i servizi di intelligence stanno cercando di seguire questa pista, e scambiare informazioni. Se questa ondata dovesse arrivare, dobbiamo essere pronti".

Jan Jambon ha dichiarato che delle 117 persone partite dal Belgio per la jihad, la metà sono in carcere, e altri sotto sorveglianza. "Ci sono anche poche decine di persone che hanno cercato di entrare in Siria, ma sono anche loro sotto sorveglianza", ha concluso.

Gli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, e quelle di Bruxelles del 22 marzo 2016, sono stati entrambi progettati dal Belgio. Secondo le Nazioni Unite, il Belgio, in proporzione alla sua popolazione, ospita il maggior numero di reclute Daesh tra i paesi europei. In totale, più di 30 000 persone hanno lasciato il continente europeo per aderire all'organizzazione Daesh e altri gruppi terroristici in Medio Oriente nel corso degli ultimi cinque anni. 

Le dichiarazioni di oggi di Jambon rendono ancora più gravi e inquietanti quelle rilasciate a Bel-RTL del 26 aprile 2013 da parte del suo collega di governo e ministro degli esteri, Didier Reynders, che definiva così coloro che decidevano di partire dal Belgio per arruolarsi alla jihad in Siria: "Forse gli faremo un monumento come eroi di una rivoluzione".  

La Redazione

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento   Una finestra aperta Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento

Cina: il carrello della spesa come specchio del cambiamento

ShadowNet dietro le rivolte di Belfast? di Francesco Santoianni ShadowNet dietro le rivolte di Belfast?

ShadowNet dietro le rivolte di Belfast?

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze di Giuseppe Giannini La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti