MEM: Soleimani ucciso perché ha rotto l'egemonia USA in Medio Oriente

1908
MEM: Soleimani ucciso perché ha rotto l'egemonia USA in Medio Oriente

 

In un rapporto pubblicato in occasione del secondo anniversario del martirio del generale Qasem Soleimani, comandante della Forza Quds del Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica iraniana (IRGC), e di Abu Mahdi al-Muhandis, vicecomandante delle forze popolari di Iraq (Al-Hashad Al-Shabi, in arabo),  in un'operazione terroristica perpetrata dagli USA in Iraq, il portale web Middle East Monitor ha esaminato le ragioni dell'assassinio dell'alto comandante iraniano da parte di Washington.

Il media ha indicato che queste ragioni sono legate al ruolo di Soliemani nelle vittorie contro gli Stati Uniti nella regione dell'Asia occidentale e alla perdita della sua posizione di unico giocatore che, come conseguenza, ha messo in luce il ruolo di Russia, Cina e Iran nella lotta al terrorismo.

Ricordando la vendita di armi da parte degli Stati Uniti a gruppi terroristici e ad alcuni stati arabi nella regione dell'Asia occidentale, si sottolinea che le azioni strategiche del generale Soleimani hanno contribuito a interrompere il flusso di armi statunitensi e israeliane verso l'ISIS-Daesh e altri gruppi terroristici operanti sul territorio.

“Con le successive sconfitte dei terroristi Daesh in Siria e Iraq [dalle operazioni] guidate da Soleimani e Al-Muhandis e il conseguente crollo del commercio di armi, gli Stati Uniti hanno deciso di assassinare il generale che era un simbolo della resistenza contro questi armati gruppi” spiega nel suo editoriale  Middle East Monitor .

Inoltre, si evidenzia che gli omicidi di Soleimani e Al-Muhandis sono stati una chiara violazione della sovranità irachena, un atto esplicito di terrorismo di stato e una violazione del diritto e delle convenzioni internazionali.

Il portale tra l'altro, sottolinea che è stato un altro inutile tentativo di Washington e dei suoi alleati di frenare l'asse della Resistenza che include Iran, Siria, il Movimento di resistenza islamica del Libano (Hezbollah), il Movimento di resistenza islamica palestinese (HAMAS), Jihad e il movimento popolare yemenita Ansarollah, tra gli altri.

Questo perché Soleimani ha svolto un ruolo chiave nel sostenere Hezbollah per espellere in modo umiliante le forze d'invasione israeliane dal Libano nel 2006.

Allo stesso modo, ha svolto un ruolo importante nella sconfitta di Daesh in Siria, nonché nella creazione, addestramento e attività di Al -Hashad Al-Shabi, responsabile dello smantellamento dei gruppi estremisti in Iraq e Siria.

L'analisi si conclude in questo modo: “Il martirio di Soleimani e Al-Muhandis ha mostrato al mondo che la rivoluzione è viva e sarà vittoriosa. Inoltre, i nemici della nazione iraniana furono umiliati dalla grandezza del generale assassinato, che divenne il martire di Al-Quds [Gerusalemme] come figura chiave nella vittoriosa strategia antiterrorismo di Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita. e suoi alleati in Asia occidentale ed Eurasia”.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Gli Stati più odiati di Giuseppe Giannini Gli Stati più odiati

Gli Stati più odiati

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti