Manifestazioni separatiste nell'Ucraina orientale

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Manifestazioni separatiste nell'Ucraina orientale

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Domenica 6 aprile, alcune città dell’Ucraina orientale sono state nuovamente teatro di manifestazioni contro il governo centrale ucraino di Kiev e a favore della "federalizzazione" dell'Ucraina, una soluzione ufficialmente sostenuto da Mosca, o dell'annessione alla Russia. 
 
A Donetsk, alcune decine di manifestanti hanno preso d’assalto gli edifici dell’amministrazione regionale e chiesto un referendum simile a quello tenuto in Crimea per decidere lo status della regione. 
 
Eventi simili si sono verificati a Lugansk dove circa un migliaio di persone si è radunato di fronte all'edificio del servizio di sicurezza ucraino per chiedere la liberazione del leader della protesta, Aleksandr Kharitonov, in carcere da metà marzo, come oltre 15 attivisti filo-russi arrestati il 5 aprile. Anche qui i manifestanti hanno preso d'assalto l'edificio.
 
Stesso copione a Khardiv, dove diversi manifestanti filo-russi si sono scontrati con presunti attivisti del movimento di estrema destra Settore Destro. Un gruppo di manifestanti è riuscito a penetrare nell'edificio dell’amministrazione regionale ma sono stati sgomberati questa mattina.
 
A fronte di questa situazione, il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchinov, ha rinviato una visita in Lituania  e ha convocato un Consiglio di sicurezza di emergenza. Il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk ha accusato la Russia di voler "smembrare l'Ucraina" . "Putin e Yanukovich hanno ordinato e pagato l'ultima ondata di disordine separatista nell'est", il commento del ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov.

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