Maduro: "L'Erode moderno non sconfiggerà il Venezuela"

In occasione della commemorazione dei Santi Innocenti, il presidente traccia un parallelo biblico per la situazione nazionale e internazionale

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In un messaggio diffuso domenica 28 dicembre, in occasione della commemorazione della Giornata dei Santi Innocenti, il Presidente venezuelano Nicolás Maduro ha tracciato un parallelo tra il racconto biblico e l’attuale momento storico del Paese sudamericano segnato da sazioni e assedio militare statunitense. La data ricorda la strage ordinata dal re Erode contro i bambini di Betlemme, nel tentativo di eliminare il neonato Gesù, visto come una minaccia al suo potere.

Attraverso i propri canali social, il leader bolivariano ha lanciato un messaggio di fermezza e ottimismo, affermando che, così come Erode fallì di fronte a Gesù, oggi le forze imperialiste non prevarranno contro la nazione sudamericana: "Così come Erode fallì di fronte a nostro Signore Gesù Cristo, oggi non prevarrà neppure contro la nazione sudamericana", le sue parole. Maduro ha inoltre sottolineato come la resistenza del popolo venezuelano sia sorretta da una speranza incrollabile in un futuro migliore. 

Sulla stessa linea, la diplomazia venezuelana ha ampliato la riflessione allo scenario internazionale. Il ministro degli Esteri Yván Gil ha espresso profonda preoccupazione per la ripetizione di antiche tragedie in territorio palestinese, paragonando la situazione dei bambini nella Striscia di Gaza al massacro degli innocenti di Betlemme.

Il Ministro degli Esteri ha denunciato una politica di sterminio condotta da attori che, protetti da poteri imperiali in declino, agirebbero con la stessa crudeltà dell'Erode biblico. Gil ha definito quanto accade a Gaza un tentativo mortale che colpisce migliaia di innocenti, lanciando un appello globale per la tutela dei diritti fondamentali dell’infanzia.

Il diplomatico ha aggiunto che il Venezuela si unisce alla richiesta internazionale di un mondo in cui i minori possano crescere lontani da guerre, abusi e violenza, sottolineando l’urgenza di garantire alle nuove generazioni una vita piena e serena, dove prosperità e felicità sostituiscano il dolore dei conflitti.

In ultima analisi, il Governo bolivariano ha riaffermato il proprio impegno per la pace e la giustizia sociale, insistendo sul fatto che il vero significato di questa commemorazione risieda nella difesa attiva dei più vulnerabili. Caracas ha così commemorato la giornata del 28 dicembre ribadendo la speranza in un nuovo ordine mondiale capace di preservare la vita dei bambini in ogni angolo del pianeta.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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