Ma che c'entra La Russa con Pasolini?

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Ma che c'entra La Russa con Pasolini?

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di Paolo Desogus*

La destra sta per organizzare un convegno su Pasolini. Sarà presente persino il presidente del Senato La Russa. Ora, che la destra italiana legga Pasolini non può che farci piacere. Ma il titolo del convegno "Pasolini conservatore" segnala che l'obiettivo non è la lettura e lo studio, ma è l'appropriazione indebita. Iscrivere Pasolini tra i conservatori non è infatti solo una scemenza, è una vera e propria mistificazione.

Detto questo occorre dire che se la destra tenta maldestramente di iscrivere Pasolini nel proprio pantheon, questo è possibile perché non poche letture "de sinistra" e di altri sciocchi liberaloidi hanno tentato di spoliticizzarlo, negando anzitutto la collocazione politica nella quale si era più e più volte inserito.

C'è chi addirittura ha tentato di farne un radicale, sebbene proprio nel discorso che, se non fosse stato ucciso, avrebbe dovuto pronunciare al congresso del Partito Radicale a cui era stato invitato, esordiva dicendo: "sono un marxista che vota Pci".

L'esercito di imbecilli che da più parti hanno invece tentato di trasformare l'autore delle "Ceneri di Gramsci" in un esteta privo di collocazione politica, privo di contenuti, rivoluzionario solo nei gesti e non nelle aspirazioni è purtroppo molto numeroso. Molti di loro si reputano di sinistra, naturalmente di quella sinistra vaga e senza riferimenti molto diffusa in Italia. Si tratta però di quell'italietta piccolo-borghese ignorantella che ha sempre disprezzato Pasolini quando era in vita e che, non potendolo più condannare perché morto, se ne appropria esercitando su di lui ciò che anche la destra meloniana ora si accinge a fare, cioè la manipolazione delle sue idee e in particolare di quelle che ritiene inaccettabili, e cioè l'appartenenza al campo comunista.

Dato che la destra ha tirato fuori l'argomento del Pasolini "conservatore", voglio allora ricordare un brano che purtroppo non è stato incluso nei Meridiani e che prendo dai dialoghi che Pasolini teneva sulla rivista comunista (dove notoriamente scrivevano i camerati di La Russa...), ovvero «Vie Nuove»:
"Solo la rivoluzione può salvare la tradizione: solo i marxisti amano il passato: i borghesi non amano nulla, le loro affermazioni retoriche di amore per il passato sono semplicemente ciniche e sacrileghe: comunque, nel migliore dei casi tale amore è decorativo […] non certo storicistico, cioè reale capace di nuova storia".


LIBRI CONSIGLIATI: "PASSIONE PASOLINI" DI FRANCESCO GUADAGNI CON LA PREFAZIONE DEL PROF. DESOGUS




*Post Facebook del 15 novembre 2025

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