L'ultima di Trump: "Disconnettere" l'economia cinese è un'opzione

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L'ultima di Trump: "Disconnettere" l'economia cinese è un'opzione

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Siamo ormai alla schizofrenia totale. Dopo che il rappresentante commerciale statunitense Robert Lighthizer aveva dichiarato al Congresso di non valutare la "disconessione" tra le economie statunitensi e cinese come opzione praticabile, il presidente degli Usa Donald Trump ha totalmente ribaltato le dichiarazioni sostenendo come non solo l'opzione è mantenuta "di una completa rottura", ma ha anche accusato "l'ambasciatore" Lightizer di "non aver compreso" bene le sue parole.

 



Dopo la rottura unilaterale dell'accordo nucleare con l'Iran e i mancati ritiri dal Medio Oriente, la parola degli Stati Uniti in questa amministrazione è meno affidabile di quelle precedenti, rendendo quasi surreale per gli altri paesi, come in questo caso la Cina, proseguire nelle trattative con un paese ormai allo sbando non solo politico, ma anche da un punto di vista sociale e economico.

Nel corso di un'audizione al  Congresso, Lightizer a domanda precisa sulle possibilità reali di disconettere l'economia Usa da quella cinese, aveva risposto in modo chiaro: "No, penso che potesse essere un'opzione politica anni fa. Non penso che sia un'opzione politica ragionevole al momento". Parole chiaramente condivisibili e che annullano le sparate di Trump come ad esempio quella del mese scorso nota quando aveva dichiarato di non aver nessun interesse a parlare con il presidente cinese Xi e minacciato la totale rottura dei legami con Pechino.

Il livello di scontro politico, del resto, tra Stati Uniti e Cina è arrivato al momento di massima tensione nella storia recente. Pechino ha duramente reagito alla nuova legislazione degli Stati Uniti approvata recentemente e firmata da Trump che sanziona quei funzionari cinesi che a detta degli Usa hanno violato i diritti umani della comunità degli uiguri, nella zona cinese dello Xiangjian.

Durante gli incontri con il segretario di Stato Usa Mike Pompeo alle Hawaii il 16-17 giugno, il diplomatico cinese Yang Jiechi ha ricordato alla controparte Usa di interrompere le interferenze in questioni come Hong Kong, Taiwan e Xiangjian come premessa per ricostruire un normale rapporto bilaterale tra i due paesi. Il problema, come sempre quando si parla degli Stati Uniti e soprattutto in questa fase storica, è il valore che può essere attribuito a qualunque dichiarazione (a qualunque livello) dei funzionari del regime.

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