Libia. Caos milizie

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Libia. Caos milizie

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Il Consiglio locale di Tripoli ha decretato uno sciopero generale di tre giorni in segno di solidarietà alle famiglie dei manifestanti uccisi venerdì nel quartiere di Gharghour, periferia sud-occidentale di Tripoli, da una milizia costituita da uomini originari di Misurata. Il corteo era stato organizzato proprio per manifestare contro la presenza della milizia nella capitale. Il giorno dopo, gli scontri, i più violenti dalla fine della ribellione che portato alla caduta del regime di Gheddafi, sono proseguiti, provocando la morte di 47 persone e il ferimento di altre 500.  
 
Il primo ministro Ali Zeidan ha invitato alla calma, avvertendo che “la situazione si complicherà ulteriormente se altre milizie dovessero entrare nella capitale”.
 
In una dichiarazione congiunta, il consiglio locale di Misurata e il consiglio degli anziani hanno ordinato a tutti i gruppi armati della città di ritirarsi da Tripoli entro 72 ore.
 
 A seguito delle violenze, la missione di assistenza alle frontiere dell'UE, EUBAM, ha temporaneamente ridotto il suo personale in Libia come "misura precauzionale”.
 
La scorsa estate, il Congresso Nazionale Generale (CGN), la più alta autorità del paese, con la legge 27 aveva ordinato a tutte le milizie non autorizzate di lasciare la capitale ma il governo non è stato in grado di attuare questo provvedimento.

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