L’euro non ha futuro. Serge Latouche

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L’euro non ha futuro. Serge Latouche

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dal sito di Gad Lerner

Serge Latouche, l’economista e filosofo francese noto per aver teorizzato la “decrescita felice”, spiega a “Sette” che ora ci sia bisogno di protezionismo per superare l’illusione della globalizzazione. Per Latouche è necessario “ri-localizzare le produzioni, de-mondializzare. Capisco che per gli italiani sia una parola quasi indicibile, ma talvolta si dovrebbe ricorrere al protezionismo: per tutelare le economie dei territori e la loro cultura. Bisogna tornare a proteggere la salute: incentivare l’agricoltura ecologica produttiva, ma non produttivista. Faccio mie le parole d’ordine di Slow Food, che sono coerenti con la decrescita: buono, sano e giusto. E bisogna tornare a scoprire che la vita non è solo lavoro”. Latouche spiega a Vittorio Zincone di “Sette”, inserto settimanale del “Corriere della Sera”, la sua radicale critica alla società dei consumi e all’ideologia della crescita infinita. Secondo Latouche attaccarsi a incrementi dello 0,4% del reddito nazionale è da feticisti del Pil. Al contempo radicale è la critica alla globalizzazione, che ha trasformato la società dei mercati alla società del mercato, dove tutto è diventato merce. Oltre a valutazioni di sistema, il teorico della decrescita felice ha affrontato nel corso della sua intervista a “Sette” anche temi di attualità politica. Per Serge Latouche, che si dichiara non affiliato a alcun partito – vota il meno peggio, di volta in volta – l’euro non ha futuro. ” Per salvare se stessa la religione dello sviluppo ha imposto l’austerità. La Grecia deve uscirne. Ho consigliato a Tsipras anche l’uscita dall’euro. Non credo che l’euro abbia un futuro. L’Europa non può mantenere una moneta comune avendo un diverso fisco, diversi welfare, diverse leggi sull’ecologia”. 

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