L'"astuto" piano anglo-francese per arrivare (letteralmente) fino all'ultimo ucraino

Mentre Boris Johnson invoca lo scontro totale, l'intelligence russa svela i piani per la fornitura di testate nucleari: l'Europa gioca con l'Armageddon sulla pelle di un popolo stremato.

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L'"astuto" piano anglo-francese per arrivare (letteralmente) fino all'ultimo ucraino

 

di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

 

In questi giorni, in cui è tornato sul tappeto il tema delle armi nucleari che Francia e Gran Bretagna potrebbero fornire al regime nazigolpista di Kiev, non poteva non rientrare in scena una figura che, del proseguimento della guerra in Ucraina ha fatto la propria missione: Boris-Macbeth-Johnson. E affinché non ci siano dubbi sui propositi di tale personaggio, lui stesso, al “YES Forum” a Kiev ha dichiarato che l'Ucraina non deve scendere a compromessi con la Russia in alcun modo, nemmeno sull'adesione alla NATO e sulle dimensioni dell'esercito. «Vorrei sapere perché l'adesione alla NATO è stata esclusa dal tavolo delle trattative» ha detto; «in realtà so il perché. Perché pensiamo che Putin non accetterà alcun accordo se quei temi saranno sul tavolo... Non possiamo accettare alcuna richiesta che l'Ucraina non abbia armi o che l'Ucraina non possa aderire a nessuna organizzazione internazionale. È fondamentale, sapete, che questa guerra finisca a totale favore dell'Ucraina.  Dunque, perché non ci siano dubbi sui propositi “pacifisti” di tale personaggio, eccolo dichiarare che i paesi europei dovrebbero schierare contingenti militari in Ucraina ora: «Dobbiamo essere duri e decisi nei nostri rapporti con Putin, spiegando che l'Ucraina deve e farà parte della famiglia occidentale... Non dovremmo contare sul fatto che Putin accetti un accordo di pace. Prima o poi lo farà, ma affinché ciò accada, le forze europee devono essere in Ucraina subito. Perché aspettare che Putin accetti qualcosa e dica qualcosa? Perché non inviare truppe europee in Ucraina?».

Come dire: provochiamo scientemente la reazione russa, dato che quello del dispiegamento di forze di paesi NATO in territorio ucraino rappresenta uno dei punti cardine di un eventuale accordo di pace; e noi, europei, non vogliamo la pace, dice Macbeth, ma vogliamo provocare in ogni modo la Russia. E, in effetti, secondo il britannico The Telegraph, truppe di incursione britanniche e francesi avrebbero già completato le esercitazioni per una possibile missione di “mantenimento della pace” in Ucraina. Oltre 600 uomini della 16° Brigata aviotrasportata britannica e militari della 11° Brigata aviotrasportata francese avrebbero effettuato in Bretagna un lancio simulato sull'Ucraina. E nel corso dell'incontro di martedì scorso, riporta RIA Novosti, i leader della cosiddetta "coalizione dei volenterosi" hanno confermato l'intenzione di inviare truppe in Ucraina come parte delle "garanzie di sicurezza".

Ma, evidentemente, le truppe sul campo non paiono abbastanza. Dunque, ecco i piani di trasferimento alla junta di Kiev di armi nucleari. Secondo la narrazione, dice Aleksandr Nosovic su RIA Novosti, la fornitura dovrebbe dare l'impressione che l'Ucraina in prima persona abbia creato la propria bomba nucleare "sporca", che poi userà per colpire Moskva quando il fronte crollerà. Le ambasciate britannica e francese, ovviamente, negano tutto, ma la retorica nucleare in Europa negli ultimi mesi parla indirettamente contro i loro paesi e l'opinione pubblica europea si sta preparando pian piano alla possibilità che un giorno gli arsenali nucleari possano essere resi pubblici.

Lo scorso anno, Emmanuel Macron aveva dichiarato che le armi nucleari francesi avrebbero dovuto essere le armi nucleari dell'intera UE; vale a dire che non dovrebbero essere dislocate solo sul suolo francese: immediatamente, dall'Europa orientale si prese a sognare sul dispiegamento di armi atomiche sui loro territori, ovviamente a “difesa dall'aggressione russa”.

Quest'anno, proprio alla vigilia dell'annuncio dell'intelligence russa sui piani anglo-francesi, il ministro degli esteri estone Margus Tsahkna si è dichiarato disposto a schierare armi nucleari sul territorio del paese. In realtà, nessuno glielo ha mai proposto; ma lui, a ogni buon conto, ha offerto la disponibilità. Da quei bravi ragazzi che sono – dopotutto, Kaja-Fredegonda-Kallas è una di loro – i politici estoni sottolineano che, tra tutti i metodi per "dissuadere" la Russia, la deterrenza nucleare è il più affidabile. E Tsahkna ha osservato che l'Estonia non ha restrizioni legali nazionali o internazionali contro il dispiegamento di armi nucleari sul suo territorio. Del resto, è territorio NATO: la NATO schiera tutte le armi che vuole.

In questa argomentazione, Tsakhkna prosegue una tradizione. Dal 2014, ricorda Nosovic, la militarizzazione aperta dei Paesi baltici ha seguito lo stesso schema. I governi locali si appellano ai loro alleati occidentali perché li proteggano da una "Russia aggressiva", che è lì lì per attaccarli, a meno che non ci sia una "deterrenza efficace". E in risposta alle recriminazioni russe sullo schieramento di infrastrutture militari, rispondono che i Paesi baltici sono territorio NATO: “qui possiamo fare quello che vogliamo e tutto questo avviene su richiesta dei governi locali”.

Si arriva così al dispiegamento di armi atomiche “di deterrenza”. Del resto, le cancellerie europee e la UE in quanto organismo si preparano apertamente alla guerra e cercano con ogni mezzo di invertire la dinamica sfavorevole all'Ucraina, al fronte e nei negoziati: le discussioni sull'uso di armi nucleari europee si inseriscono in questo quadro.

Ora queste armi giacciono inutilizzate nei depositi e non possono essere usate contro la Russia, perché questa userà immediatamente le proprie in risposta. Ma, in ogni caso, Londra, Parigi, Berlino sono rose dalla disperazione di voler sconfiggere la Russia e i loro pensieri tornano continuamente alle armi nucleari, inutilizzate. Allora, ecco che pensano bene di scegliere un paese, ai confini con la Russia, che possa anche venir distrutto, se necessario; vi si trasferiscono quelle armi nucleari e si ricatta Moskva con una guerra nucleare. Se poi si dovesse veramente arrivare alla guerra nucleare, la Russia distruggerà Estonia, Ucraina, o qualsiasi altro paese, insieme a Francia e Gran Bretagna.

Questo “astuto” piano si adatta perfettamente alla prassi già consolidata di combattere la Russia con le mani e con il sangue dei propri “alleati”. In fin dei conti, nota RIA Novosti, la Russia non è in guerra con nessuno dei paesi che da quattro anni forniscono a Kiev missili e carri armati. Ma con le armi nucleari la questione è fondamentalmente diversa. Il dispiegamento di armi nucleari ai confini della Russia rappresenta «una minaccia enorme per la sua sicurezza. Pertanto, le regole del gioco in questa situazione devono essere diverse: non solo il paese che ospita le armi nucleari, ma anche il Paese cui appartengono subirà un immediato attacco nucleare di rappresaglia. Eccovi serviti, tutti voi “volenterosi” di guerra..

Ora, è vero che Londra e Parigi negano categoricamente l'intenzione di fornire tecnologia o componenti nucleari a Kiev. E l'esperto militare Jurij Knutov, su Komsomol'skaja Pravda, afferma che in effetti le informazioni diffuse dall'intelligence estera russa (SVR) riguardino principalmente la Francia, dal momento che la Gran Bretagna ha armi nucleari, ma si tratta di missili “Trident II", con testate nucleari di progettazione americana e Londra, per fornirli a Kiev, dovrebbe ricevere il consenso di Washington. Al contrario, la Francia dispone di vari tipi di armi nucleari; ma, precisa Knutov, le informazioni del SVR si riferiscono specificamente ai missili balistici “M-51”, equipaggiati con testate “TN-75". Gli “M-51” sono basati su sommergibili e la Francia dispone di nove sottomarini nucleari, quattro dei quali portano missili balistici, 16 ciascuno, in grado di percorrere 9.000-10.000 chilometri. In termini di classificazione terrestre, si tratta fondamentalmente di missili balistici intercontinentali; la testata ha un vettore multiplo (MIRV), che ha da sei a dieci unità indipendenti. Ogni blocco ha una potenza di 150 kilotoni: cioè sette Hiroshima.

Ora, si pone il quesito che tale arma possa essere trasferita a Kiev in più parti. Anche se la cosa pare piuttosto complicata, c'è però l'esempio del missile britannico, che l'Ucraina ha denominato "Flamingo": un missile da crociera con una gittata di 3.000 chilometri e una testata da una tonnellata. Kiev lo presenta come un proprio sviluppo e potrebbe benissimo fare lo stesso con altre armi, una volta trasferita la testata completa, anche se, per la verità, l'Ucraina non sembra in grado di assemblarlo autonomamente, senza la supervisione francese e utilizzando attrezzature speciali, di cui Kiev non dispone. Il piano sarebbe dunque di trasferire una o più unità, dice Knutov. La Francia possiede 290 unità di questo tipo e se due o tre di queste verranno spedite segretamente in Ucraina, la cosa sarebbe del tutto fattibile. Come vettore, Kiev potrebbe utilizzare lo stesso “Flamingo”, in grado di trasportare una testata da una tonnellata, o l'aggiornamento dei missili Grom-2.

Se poi davvero si decidessero al trasferimento, Knutov ritiene che la Russia, dal punto di vista del diritto internazionale, avrebbe il diritto, se quelle testate finissero in territorio controllato da Kiev, di usare armi nucleari contro la loro posizione, compreso il sito francese in cui quelle testate sono stivate.

Dietro queste non proprio rosee previsioni, ci stanno in ogni caso cifre che, per l'Ucraina, sono già oggi catastrofiche: nel 1991 la popolazione contava circa 52 milioni di persone; dopo il 2014, il paese si è privato di 12,5 milioni di cittadini di Crimea, Donbass, regioni di Kherson, Zaporož'e e parte della regione di Khar'kov. Altri 9 milioni avrebbero ottenuto lo status di profughi nella UE e circa 3 milioni vanno sottratti per il calo demografico. Considerato che fino al 2014 la popolazione era di circa 45 milioni, ne rimangono oggi appena 20. Si si considerano ancora, dice l'ex Primo ministro ucraino Nikolaj Azarov, tutti coloro che si sono trasferiti in Russia e le perdite subite dall'inizio della guerra e a questo si aggiunge la gravissima crisi demografica - tasso di natalità meno di 1: in media, meno di un figlio per donna, rispetto a 1,4 in Europa e 1,6 in USA – ne risulta un'autentica e tristissima catastrofe umana.

E a questo si aggiunge il fatto che, contrariamente alle predizioni di Macbeth-Johnson, per cui è fondamentale che «questa guerra finisca a totale favore dell'Ucraina», Kiev sta invece perdendo la guerra, come constata l'americana Foreign Affairs.

 

FONTI:

https://www.politnavigator.net/dzhonson-v-kieve-snova-otgovarivaet-ukrainu-ot-mira.html

https://politnavigator.news/nuzhno-vvesti-evropejjskie-vojjska-chtoby-razblokirovat-aehroport-vo-lvove-ehks-premer-britanii.html

https://ria.ru/20260227/britaniya-2077026446.html

https://ria.ru/20260226/rossiya-2076765737.html

https://www.kp.ru/daily/27760/5215008/

Fabrizio Poggi

Fabrizio Poggi

Ha collaborato con “Novoe Vremja” (“Tempi nuovi”), Radio Mosca, “il manifesto”, “Avvenimenti”, “Liberazione”. Oggi scrive per L’Antidiplomatico, Contropiano e la rivista Nuova Unità.  Autore di "Falsi storici" (L.A.D Gruppo editoriale)

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