L'asse contro Teheran

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Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accolto all’aeroporto Ben Gurion il presidente francese Francois Hollande, lodando la ferma posizione della Francia sulle trattative con l'Iran e i suoi tentativi di dotarsi di armi nucleari. Il premier israeliano ha aggiunto che “Non si può permettere che l’Iran si munisca di armi nucleari mettendo in pericolo non solo Israele, ma anche la Francia, l’Europa e il mondo intero. La Francia, come Israele, aspira a un Medio Oriente stabile in cui le persone possano vivere insieme in pace e sicurezza”. Hollande, dal canto suo,  ha ribadito la posizione francese sul programma nucleare affermando che “Parigi lo considera una minaccia per Israele, e chiaramente anche per il resto della regione e per il mondo. La Francia non cederà e non scenderà a compromessi sulla proliferazione nucleare, e finché non saremo completamente sicuri che l’Iran ha rinunciato alle armi nucleari manterremo la nostra posizione e non faremo passi indietro sulle sanzioni”.
 
Dopo l'incontro di domenica con Hollande, Netanyahu è atteso a Mosca il 20 novembre per  un incontro con il presidente Vladimir Putin per poi tornare in Israele dove incontrerà il Segretario di Stato Usa, John Kerry, il 22.
 
Come conferma il Sunday Times, Israele non è il solo a nutrire preoccupazione per gli sviluppi dei negoziati di Ginevra, che riprenderanno il 20 novembre.  Secondo il quotidiano britannico, l'Arabia Saudita starebbe lavorando con il Mossad israeliano per un eventuale attacco contro l'Iran se il programma nucleare di Teheran non sarà frenato.  Nel quadro di una crescente cooperazione, Riyadh avrebbe già dato il via libera agli aerei israeliani di utilizzare il suo spazio aereo in caso di un attacco all'Iran.

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