La ripresa dell'eurozona è illusoria. Philippe Legrain, ex consigliere economico di Barroso

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La ripresa dell'eurozona è illusoria. Philippe Legrain, ex consigliere economico di Barroso

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A prima vista l’economia dell’eurozona sembra essere finalmente in ripresa. Le borse sono in rialzo, la fiducia dei consumatori è risalita e c’è ampia convinzione che la diminuzione dei prezzi del petrolio, un euro più a buon mercato e il quantitative easing della Banca centrale europea possano contribuire a rilanciare la crescita sostiene Philippe Legrain, ex consigliere economico dell'ex presidente della Commissione europea, Barroso.
 
Nel suo nuovo articolo su Project Syndicate, Legrain osserva che tale miglioramento è solo modesto e probabilmente transitorio, e che non dipende dalle politiche promosse dalla Germania. Tanto per cominciare, l'incremento una tantum derivante dal calo dei prezzi del petrolio si sta già sgonfiando. I prezzi del petrolio in euro sono risaliti di un terzo da allora in parte a causa del forte deprezzamento della moneta unica, che sta rendendo le importazioni  più care in generale.
Anche i vantaggi del quantitative easing sono destinati a rivelarsi effimeri. 
 
Allo stesso tempo, è sbagliato dire che una certa ripresa in Spagna e in Irlanda è legata alle riforme proposte da Bruxelles. In effetti, il miglioramento in Spagna coincide con l'ammorbidimento delle misure di austerità che sono entrate in vigore nel 2011. Per quanto riguarda l'Irlanda, gli indici di miglioramento sono riconducibili al recupero dei suoi principali mercati di esportazione, USA e il Regno Unito.  
 
L'economia dell'eurozona è destinata a migliorare nel 2015, prosegue Legrain, ma non grazie alle politiche richieste dalla Germania, ed è probabile che si tratti di una ripresa temporanea, non dell'inizio di una rimonta sostenuta. Per superare la crisi dei bilanci, l'eurozona deve ripulire le banche, ridurre lo schiacciante eccesso di debito soprattutto privato, rimediare all'enorme deficit di investimenti, eliminare gli ostacoli all'impresa e affrontare la resistenza deflazionistica del mercantilismo tedesco. Ecco perché non riuscirà a liberarsi dei suoi problemi tanto presto.

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