La Libia è un disastro che abbiamo contribuito a creare. Dal Guardian

L'Occidente deve assumersi la responsabilità

2183
La Libia è un disastro che abbiamo contribuito a creare. Dal Guardian

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

La campagna aerea degli Stati Uniti del 2011 autorizzata dall’ONU, scrive Owen Jones sul Guardian, viene spesso lodata come un esempio luminoso di intervento straniero che è riuscito bene. Di sicuro il mandato iniziale – che era semplicemente quello di proteggere i civili – è stato superato da nazioni che soltanto fino a poco tempo prima vendevano le armi a Muammar Gheddafi, e il bombardamento si è trasformato in un cambiamento di regime, malgrado le proteste della Russia.  
 
La Libia di oggi è  invasa da milizie e si trova in una situazione di deterioramento dei diritti umani, di caos crescente che sta infettando altre nazioni, di crescenti divisioni interne, e perfino della minaccia di guerra civile. Soltanto occasionalmente questa crisi che aumenta sempre di più, si infila nei titoli di prima pagina: quando, per esempio, una petroliera viene sequestrata dalla milizia ribelle, o quando un operaio petrolifero britannico viene ucciso da un’arma da fuoco mentre fa un picnic, o quando il primo ministro del paese viene sequestrato.
 
Sotto il dominio delle milizie, la Libia sta cominciano a disintegrarsi. L’estate scorsa, le forze al comando del signore della guerra  Ibrahim  Jadran hanno preso il controllo dei terminali  per il petrolio della zona est, chiedendo autonomia e ulteriori risorse per la Cirenaica, la ricca regione petrolifera orientale del paese a lungo abbandonata. Le esportazioni di petrolio sono crollate da circa 1,5 milioni di barili al giorno a meno di 500.000, il che è costato al paese miliardi di dollari. Sebbene inizialmente le forze di Jadran abbiano avuto appoggio soltanto dalla popolazione Magharba, mentre altri gruppi etnici si sono ora uniti alla sua lotta.
 
Una delle grandi perversioni della cosiddetta guerra al terrore, è che le forze islamiste fondamentaliste hanno prosperato come diretta conseguenza di questa. La Libia non fa eccezione, anche se spesso questi movimenti hanno scarso appoggio popolare. I Fratelli Musulmani e altri elementi sono meglio organizzati rispetto a molti dei loro rivali, hanno aiutato a destituire il primo ministro, a fare accettare la legislazione e a stabilire alleanze con milizie opportuniste.
 
Il caos si sta diffondendo in tutta la regione in modo inquietante. Il paese è inondato di 15 milioni di fucili e di altre armi, e in questo mese un rapporto del comitato di esperti dell’ONU ha trovato che la “Libia è diventata una sorgente primaria di armi illegali”. Queste armi stanno alimentando il caos in 14 paesi, compresi: Somalia, Repubblica Centrafricana, Nigeria e Niger. Il Qatar aiuta a consegnare gli armamenti alla Siria, dove le armi fabbricate in Russia, comprate dal regime di Gheddafi, vengono date ai ribelli islamisti fondamentalisti.
 
Un futuro stabile per la Libia sembra remoto, per quanto gran parte della lotta del paese viene tenuta  nascosta in modo sicuro dalle prime pagine. Si sta dividendo lungo ogni  immaginabile linea di frattura: etnica o tribale, regionale o politica. La maggior parte dei libici non sono neanche riusciti a registrarsi per le prossime elezioni.
 
C’è una reale possibilità che il paese cada nella guerra civile o anche che vada in pezzi. A meno che non ci siano accordi negoziati per i suoi molteplici problemi, la Libia certamente continuerà la sua discesa nel caos, e la regione potrebbe essere trascinata nel pantano.
 
Non c’è da meravigliarsi se i governi e i giornalisti occidentali che avevano salutato il successo di questo intervento sono così silenziosi. Ma queste sono le conseguenze della loro guerra, e devono assumersene la responsabilità.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali di Paolo Desogus L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti