"La Grecia non ha truccato i conti per entrare nell'Euro"

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In un'intervista al  Der Spiegel, l'ex Ministro delle Finanze e "padre fondatore" della moneta unica in Grecia, Nikos Christodoulakis, si difende dalle accuse lanciate dai politici tedeschi in campagna elettorale, in particolare quella di Angela Merkel che durante una manifestazione a Rendsburg ha dichiarato che "non avremmo dovuto far entrare la Grecia nell'Euro".
 
Alla domanda sull'aver truccato i conti, Christodoulakis chiarisce come il governo di cui faceva parte non solo non ha truffato, ma era considerato un modello da imitare per i nuovi paesi che si apprestavano ad entrare nella moneta unica. Il deficit era di poco superiore al 3%, fino a poco tempo prima il deficit pubblico era a due cifre e dopo l'ingresso nell'euro la sua riduzione ha previsto il blocco dei salari, l'eliminazione degli sprechi e la soppressione di centinaia di strutture pubbliche. Si è trattato, sottolinea l'ex ministro, in particolare di spese militari causate dalle dispute di confine con la Turchia, il 4% del PIL. Se fossero state contate nel deficit, non si sarebbero mai potuti avviare i negoziati per l'ingresso, e per questo sono state messe nel calcolo complessivo del debito, ma solo in parte nel computo del deficit. La Germania, del resto, ha fatto qualcosa di simile, non calcolando i suoi ospedali pubblici in perdita all'interno del settore pubblico.
 
Alla domanda sul perché la Grecia non ha fatto le riforme necessarie e si è preferito, invece, sperperare il denaro pubblico preso in prestito a tassi molto piu' bassi,  Christodoulakis ammette che si sarebbe fare molto di più, il suo governo aveva però intrapreso la via corretta, ma poi al potere sono arrivati i conservatori e nel giro di pochi anni hanno raddoppiato la spesa e assunto migliaia di dipendenti pubblici. E nessuno nell'EU ha protestato.
 
Nel proseguo dellintervista, Christodoulakis sottolinea come si debbano ora rifiutare gli accordi presi con la Troika, perché la loro attuazione si sta trasformando nella peggior recessione di un paese industrializzato dalla fine della seconda guerra mondiale, senza cambiare nulla sulle riforme di lungo periodo necessarie. 
 
Infine, l'ex ministro delle finanze greco ribadisce la necessità per la Germania di rimborsare un vecchio prestito forzoso fatto ai tempi del nazismo. “A questi crediti non abbiamo mai rinunciato. Ho pubblicato un libro con alcune stime: il valore attuale sarebbe fra i 13 e i 15 miliardi di Euro - all'incirca la quota tedesca nel primo pacchetto di aiuti. Come segno di buona volontà la Germania potrebbe rinunciare al rimborso di questi prestiti, e la Grecia in cambio rinunciare alla sua richiesta di rimborso del prestito forzoso”.

Per la traduzione completa si rimanda e si ringrazia a Voci dalla Germania: http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/09/la-grecia-non-ha-truccato-i-conti-per.html

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