Italicum, lettera aperta a Mattarella per bloccare la nuova legge "truffa"

"Credo sia essenziale che il Parlamento riesca al più presto a correggere un testo che rischia nuovamente di violare la Costituzione di cui Lei è il custode".

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Italicum, lettera aperta a Mattarella per bloccare la nuova legge "truffa"

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Ill.mo Presidente della Repubblica,
 
Le scrivo per sottoporre pubblicamente alla Sua attenzione quello che considero l’aspetto più problematico della nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, che presto Lei sarà chiamato a promulgare. Lei stesso, nel suo messaggio al Parlamento, ha ricordato che “come è stato più volte sollecitato dal Presidente Napolitano, un'altra priorità è costituita dall'approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento”. Tema, aggiungo, che l’ha vista sempre presente, negli ultimi anni, quale protagonista nel percorso che ha portato dalla fine del sistema proporzionale – con l’adozione di quello che fu chiamato Mattarellum e che consentì all’Italia di uscire dalle logiche della prima Repubblica e di avviarsi verso un sistema maggioritario bipolare –  sino alla situazione attuale – con la pronuncia di incostituzionalità del Porcellum da parte della Consulta, di cui Lei era, a quel tempo membro.
 
Per questo non vedo persona più adatta per giudicare i rischi di incostituzionalità della nuova legge, con particolare riferimento al problema del “premio di maggioranza”. La sentenza 1/2014 della Corte ha rilevato l’incostituzionalità del Porcellum nella mancata previsione di una “soglia minima di voti” per l’assegnazione del premio di maggioranza. In tal modo, si legge nella pronuncia, “il meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza prefigurato dalle norme censurate, inserite nel sistema proporzionale introdotto con la legge n. 270 del 2005, in quanto combinato con l’assenza di una ragionevole soglia di voti minima per competere all’assegnazione del premio, è pertanto tale da determinare un’alterazione del circuito democratico definito dalla Costituzione, basato sul principio fondamentale di eguaglianza del voto (art. 48, secondo comma, Cost.)”.
 
Con la nuova legge elettorale, il meccanismo viene ridisegnato secondo un sistema a doppio turno. Per il primo turno, viene fissata una soglia minima per l’assegnazione del premio di maggioranza (40%). Ma – dal momento che, verosimilmente, nessuna lista sarà in grado di raggiungerla – si prevede un secondo turno tra i due partiti più votati, al termine del quale la lista risultata vincitrice ottiene di diritto il premio. 
 
Le conseguenze di tale sistema sono evidenti. Vi sarà, presumibilmente, un primo turno in cui nessuna lista raggiunge la soglia prevista per l’assegnazione del premio. A quel punto, si passerà al ballottaggio tra le due liste più votate, al termine del quale verrà attribuito il premio. Ciò significa che una lista che ha conseguito il 15% dei voti potrebbe benissimo andare al ballottaggio e, vincendo, ottenere il premio. Di fatto, la “soglia minima” passerebbe dunque dal 40% al 15%. Mi chiedo, allora: sarebbe ragionevole tale soglia? Sarebbe rispettosa del principio di eguaglianza del voto e di rappresentatività? Non riproporrebbe proprio l’effetto di “trasformare una formazione che ha conseguito una percentuale pur molto ridotta di suffragi in quella che raggiunge la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea” che la Corte aveva denunziato?
 
A suo tempo, avevo già suggerito come l’unico modo per evitare tali effetti sarebbe quello di introdurre anche per il ballottaggio una soglia minima, tale da assicurare (ad esempio: per accedere al secondo turno occorre aver ottenuto almeno il 22% dei voti. Si tratta solo di una ipotesi.
 
Certo potrà essere difficile (anche se è nei Suoi poteri di farlo) rinviare alle Camere un testo approvato daI partito che l’ha eletta a Capo dello Stato. Forse, però, il Suo intervento potrebbe essere preventivo: moral suasion, suggerimenti, espressione di dubbi potrebbero convincere la maggioranza parlamentare ad approvare un testo emendato.
Perdoni se mi sono permesso  di richiamare la Sua attenzione su un aspetto sul quale Lei avrà già avuto modo di riflettere. Ma credo sia essenziale che il Parlamento riesca al più presto a correggere un testo che rischia nuovamente di violare la Costituzione di cui Lei è il custode.
 
Paolo Becchi

(Lettera pubblicata nella versione cartacea del Fatto Quotidiano di ieri)

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