Iran. Rowhani e i problemi di politica interna

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Iran. Rowhani e i problemi di politica interna

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Il successo del presidente iraniano Rowhani all'estero non attenuerebbe i suoi problemi in Iran, sostiene Ray Takeyh sul Financial Times. L'ayatollah Ali Khamenei, leader supremo che detiene l'autorità nella Repubblica islamica, e la Guardia Rivoluzionaria sono diffidenti nei confronti del nuovo presidente. Per l'analista del Council on Foreign Relations, sono le manovre interne di queste tre parti chedefiniriranno i termini e i limiti della diplomazia di Rowhani, soprattutto per quanto riguarda il programma nucleare iraniano. Non è da escludere che Khamenei abbia dato a Rowhani il mandato di raggiungere un accordo sul nucleare, ma le condizioni devono essere accettabili per il leader supremo e la Guardia Rivoluzionaria. Qualora il presidente avesse successo, commercio e contratti tornerebbero in Iran, garantendo la sopravvivenza del regime. Se dovesse fallire, una élite unificata cercherà di convincere il popolo iraniano che la causa del loro disagio sono gli Stati Uniti.  
La strategia di Rowhani, analizza Takeyh, è quella di modificare stile e tono della diplomazia iraniana per presentarsi come un potere stabile e quindi legittimare il suo programma nucleare. Condannando gli attacchi di armi chimiche in Siria invece di sostenere che la prova è stata fabbricata da Washington e Gerusalemme, e alludendo ad una maggiore trasparenza sul nucleare, al contrario di denunciare gli ispettori come spie occidentali, Rowhani cerca di presentare l'Iran come un attore regionale affidabile.

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