Iran, Khamenei richiama all’unità mentre proseguono i negoziati

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Iran, Khamenei richiama all’unità mentre proseguono i negoziati

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L’Iran si trova in una fase cruciale, sospeso tra il rischio di una nuova escalation militare e la prospettiva di un accordo diplomatico con gli Stati Uniti. In un messaggio rivolto al Parlamento in occasione dell’anniversario della prima Assemblea Consultiva Islamica, la Guida della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, ha accusato Stati Uniti e Israele di tentare di destabilizzare il Paese dopo il fallimento della loro offensiva militare contro la Repubblica Islamica. Secondo Khamenei, dopo la guerra durata quaranta giorni tra febbraio e aprile, conclusasi con la sospensione delle ostilità in seguito alle controffensive iraniane contro basi statunitensi e israeliane nella regione, i nemici di Teheran starebbero cercando di alimentare divisioni interne e tensioni sociali per indebolire il Paese dall’interno. Per questo la Guida ha invitato le élite politiche e parlamentari a preservare l’unità nazionale, evitando conflitti politici e contrapposizioni che possano favorire gli avversari esterni. Parallelamente, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha lanciato un nuovo avvertimento a Washington dopo quello che Teheran definisce un attacco statunitense nei pressi dell’aeroporto di Bandar Abbas.

Secondo la ricostruzione iraniana, le forze ordamericane avrebbero colpito un’area periferica della città prima dell’alba, provocando la successiva risposta missilistica iraniana contro la base da cui sarebbe partita l’operazione. L’IRGC ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione riceverà una risposta ancora più dura, attribuendo agli Stati Uniti la piena responsabilità delle conseguenze. Le tensioni si sono estese anche allo Stretto di Hormuz, area strategica per il commercio energetico globale. Fonti iraniane sostengono che una petroliera statunitense sarebbe stata costretta a ritirarsi dopo un intervento della Marina iraniana, mentre Washington continua ad accusare Teheran di attività militari ostili nella regione.

Gli episodi alimentano i dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco raggiunto nelle scorse settimane. Nonostante il clima di forte diffidenza, sul piano diplomatico emergono segnali di apertura. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero concordato una bozza di memorandum d’intesa della durata di 60 giorni, finalizzata a prolungare il cessate il fuoco e ad avviare negoziati sul programma nucleare iraniano. Il testo sarebbe stato definito il 26 maggio e attende ora l’approvazione definitiva del presidente Donald Trump.

Le fonti vicine ai colloqui indicano che l’intesa preliminare includerebbe la cessazione delle ostilità, lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero, la revoca del blocco marittimo e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Successivamente verrebbe aperta una finestra negoziale di almeno sessanta giorni per affrontare il dossier nucleare. Mentre Teheran insiste sulla necessità di un annuncio congiunto dell’accordo ed esclude iniziative unilaterali da parte americana, il futuro delle relazioni tra i due Paesi resta appeso a un equilibrio fragile. Da una parte continuano gli scambi di accuse e le operazioni militari; dall’altra, entrambe le capitali sembrano consapevoli che una nuova escalation regionale avrebbe costi elevatissimi per tutti gli attori coinvolti.


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