Il vero piano di Netanyahu con i "negoziati" (che non esistono)

2622
Il vero piano di Netanyahu con i "negoziati" (che non esistono)

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


PICCOLE NOTE


Da qualche giorno si susseguono articoli speranzosi sui negoziati di Gaza. Agli appelli drammatici del Segretario di Stato Tony Blinken sul fatto che questa potrebbe essere l’ultima possibilità per un accordo è seguito un sospiro di sollievo perché alla fine anche Netanyahu si è convinto e, dopo mesi in cui ha allegramente sabotato le intese, avrebbe accettato finalmente il piano americano. Ora che l’ostacolo Netanyahu è stato superato, la palla passa ad Hamas, riferiscono i media d’Occidente. Ma davvero è così?

Riportiamo da Antiwar: “Dopo l’incontro con il Segretario di Stato Anthony Blinken a Gerusalemme lunedì, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene la nuova proposta per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi a Gaza avanzata dagli Stati Uniti, che comprende le condizioni poste del leader israeliano e non prevede una tregua permanente”.

“‘Il primo ministro ha ribadito l’impegno di Israele nei confronti dell’attuale proposta americana sul rilascio dei nostri ostaggi e tiene conto delle esigenze di sicurezza di Israele, sulle quali insiste fermamente’, ha affermato l’ufficio di Netanyahu in una nota”.

Netanyahu accetta, ma…

“Secondo The Times of Israel – citato ancora da Antiwar – è la prima volta che Netanyahu ha pubblicamente sostenuto la proposta degli Stati Uniti […]. Hamas ha respinto la proposta il giorno precedente a causa delle condizioni che sono state aggiunte [dall’ultima intesa proposta dagli Usa, con il placet israeliano, del maggio scorso, ndr]Alcuni alti funzionari israeliani riferiscono ad Axios che Netanyahu ha deciso di accettare la proposta degli Stati Uniti solo perché sapeva che Hamas non l’avrebbe accettata“.

“In una dichiarazione rilasciata domenica, Hamas ha affermato che la proposta degli Stati Uniti non prevedeva un cessate il fuoco permanente e il ritiro israeliano da Gaza. Il movimento ha aggiunto che la proposta degli Stati Uniti avrebbe garantito a Israele il controllo del confine tra Gaza e Egitto, noto come Corridoio di Filadelfia, e del Corridoio di Netzarim, un’area che separa la parte settentrionale di Gaza dal resto della Striscia”.

Inoltre, come accennato, non prevede il ritiro da Gaza, ma solo una riduzione delle truppe: particolare talmente aleatorio che può voler dire tutto e niente. Si ricordi, ad esempio, come l’inviato Usa in Siria si sia vantato di aver ingannato addirittura i suoi superiori e il presidente, allora era Trump, che aveva ordinato il ritiro delle truppe dal Paese, manipolando i numeri dei soldati ritirati.

Quanto all’allungamento dei tempi della tregua, nella prospettiva che diventi permanente, se ne parlerà solo nella fase Due degli accordi, dopo la liberazione degli ostaggi. Ma Hamas è chiamato a sottostare a condizioni talmente stringenti perché il negoziato si prolunghi, che per Netanyahu sarà gioco facile riprendere la macelleria.

Insomma, anche se Hamas ancora non ha rigettato ufficialmente la proposta, ma solo ufficiosamente, è davvero arduo che accetti. Quanto all’amministrazione Usa, il forcing attuale non nasce certo da ragioni umanitarie, quanto da motivi elettorali: Washington vorrebbe arrivare alle elezioni con la tregua in tasca, per evitare di perdere i voti di quanti contestano la politica riguardante Israele (per inciso, nel programma della Harris nulla si dice di un eventuale embargo sulle armi a Israele nel caso prosegua la mattanza).



 

Prendere tempo per ripulire la Striscia

In attesa di una risposta di Hamas – che potrebbe stupire, come accaduto a luglio, quando accettò le profferte Usa, ma è davvero difficile – appare significativo quanto scrive il quotidiano al Akbar, riportato da al Manar.

Anzitutto, secondo il media arabo, i negoziati avrebbero come obiettivo quello di imporre un nuovo status quo a Gaza, che come prima fase prevede di “liquidare i leader e i quadri della resistenza palestinese e rendere la Striscia di Gaza invivibile per i palestinesi e spingerli a lasciare l’enclave“.

Alla fine della pulizia etnica, anche se non sarà completa (qualche esemplare rimarrà…), continua al Akhbar, la Striscia verrebbe data in gestione a palestinesi che godono della fiducia di Tel Aviv. A tale scopo, le forze israeliane stanno liquidando tutte le personalità di Gaza che ritengono ostili o non controllabili per far largo, in futuro, a figure gradite. Mentre, in Cisgiordania, le forze di Sicurezza di Fatah, coordinandosi con Tel Aviv, starebbero addestrando gazawi ostili ad Hamas per farne i loro ascari nella Gaza post bellica.

Alla gestione e alla ricostruzione successiva della Striscia – sempre se e quando si farà – saranno chiamati i Paesi arabi con in testa gli Emirati e con l’esclusione di Turchia e Qatar, ritenuti poco affidabili. Si prevede anche il coinvolgimento di qualche Agenzia dell’Onu.

Dunque, resta questa strana proposta di accordo, ma soprattutto l’orrore che non ha fine: oltre 40mila le vittime, di cui 16.400 bambini. Numero al quale vanno aggiunti i 10mila sepolti sotto le macerie: cifre che potrebbero essere rimpinguate dopo una recente scoperta.

Molte vittime di Gaza, denunciano le autorità della Striscia, sono state trafugate dall’esercito israeliano: oltre 8mila, secondo le stime. Denuncia che si aggiunge a quella sul trafugamento dei cadaveri dai cimiteri, dai quali mancherebbero 2.210 cadaveri già sepolti. L’espediente serve ad abbassare il numero delle vittime.


 Piccole Note

Piccole Note

 

Piccole Note è un blog a cura di Davide Malacaria. Questo il suo canale Telegram per tutti gli aggiornamenti: https://t.me/PiccoleNoteTelegram

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti