"Il neoliberismo ha forse risolto la crisi?". Loretta Napoleoni

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"Il neoliberismo ha forse risolto la crisi?". Loretta Napoleoni

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Riportando le ultime notizie sullo scandalo della manipolazione dei tassi di cambio e l'impossibilità di regolamentare il tasso interbancario Libor, Loretta Napoleoni sul Fatto Quotidiano di oggi scrive come a 5 anni dal collasso di Lehman Brothers è ancora Gordon Gekko, il noto protagonista del film Wall Street di Oliver Stone, l'unico vero trionfatore.
 
In un mondo in cui nel mercato dei cambi ogni giorno si scambiano 5.300 miliardi di dollari, la manipolazione dei tassi è  un reato. Ma il vero problema, prosegue la Napoleoni, è che non si può riformare il sistema. Al momento i responsabili sono stati sospesi ma chi pagherà saranno solo gli esecutori del reato lasciando il sistema intatto: a più di un anno dall'inizio dello scandalo Libor,  la lista delle banche coinvolte si è allungata - coinvolgendo anche banche considerate ‘etiche’ come la Rabobank, che nasce come cassa di risparmio degli agricoltori olandesi – e l'unico risvolto positivo è stato quelle delle multe imposte alle banche per un totale di 3,5 miliardi di dollari. Imposte che verranno pagate, come ha chiarito recentemente il presidente della Royal Bank of Scotland, dai contribuenti che non riceveranno dividendi, perché quei soldi, per evitare il fallimento delle banche sono finiti nelle tasche degli avvocati o per le multe finanziarie. 
 
Non resta che chiedere agli amici "neo-liberisti", conclude così la Napoleoni, "cosa hanno guadagnato i cittadini dalla gestione liberista della crisi a  5 anni dal crollo della Lehman Brothers?"

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