Il Fondo Monetario Internazionale studia l’economia iraniana

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 Il Fondo Monetario Internazionale studia l’economia iraniana

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L’International Monetary Fund (IMF) valuta i rischi a cui è sottoposta l’economia iraniana. Nella giornata di mercoledì infatti, scrive il ‘New York Times’, uno dei tre pilastri di Bretton Woods ha pubblicato una dettagliata valutazione sullo stato attuale dell’economia di Teheran, sottolineandone le cattive condizioni dettate principalmente dagli ultimi anni di pessima gestione governativa aggravati dall’impatto delle sanzioni antinucleari occidentali. Una combinazione di fattori che ha lasciato il Paese, già di per sé vulnerabile, esposto ad una crescita che il quotidianio definisce ‘anemica’. A ciò si aggiunge anche un’inflazione galoppante che peggiora la situazione e richiede un’attenzione piuttosto urgente. 
 
La valutazione del FMI è stata la prima dell’economia iraniana effettuata direttamente sul campo in quasi tre anni, ed è stata pubblicata proprio nel periodo in cui il Paese sta tentando di rinegoziare le sanzioni occidentali provocate dal suo controverso programma nucleare. L’accordo raggiunto tra le potenze occidentali e lo stesso Iran nello scorso mese di novembre ed entrato in vigore da poche settimane ha leggermente alleviato il peso economico di tali sanzioni; i vincoli di base tuttavia permangono, limitando in maniera sostanziale le esportazioni iraniane di petrolio, principale fonte di sostentamento del Paese. 
 
Martin Cerisola, direttore del dipartimento Medio Oriente e Asia Centrale del Fondo, ha affermato che la decisione del governo di Teheran di ridurre le sovvenzioni per il carburante e per il cibo, i programmi sociali inadeguati e “un marcato deterioramento del contesto esterno derivante dalla intensificazione degli scambi e delle sanzioni finanziarie hanno decisamente indebolito l’economia del Paese”.

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