Il "cessate il fuoco" è nudo

2789
Il "cessate il fuoco" è nudo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Paolo Desogus*

Il così detto “cessate il fuoco” a Gaza non ha messo fine ai massacri e al sistema di repressione disumana contro i palestinesi. Non si contano infatti raid, i morti e le vessazioni contro la popolazione inerme.

Il cessate il fuoco non ha del resto a che fare con il desiderio di pace. È stato usato dagli USA per togliere le castagne dal fuoco al governo israeliano, da troppo tempo in preda al delirio genocidario e a una protervia esasperata che ha spinto l’esercito a bombardare uno dei paesi coinvolti nelle trattative, ovvero Quatar, peraltro in affari con gli americani.

L’attacco al Quatar ha allarmato non solo tutto il Medio Oriente ma gli stessi USA, che certo, sono disposti a difendere Israele, ma non fino al punto di mettere in discussione i propri affari con i paesi arabi e la già precaria affidabilità nei rapporti diplomatici.

Il cessate il fuoco imposto da Trump è anche dovuto alla necessità di frenare l’ondata internazionale di protesta che ha attraversato gran parte del globo. A dispetto infatti di quello che racconta la nostra stampa, è ormai abbastanza diffusa l’idea che Israele sia un paese sanguinario irrimediabilmente fondato sul crimine internazionale e sul razzismo.

La questione va per questo vista da un punto di vista più ampio. Il discredito di Israele è tale che l’opinione pubblica occidentale, da tempo sprofondata nel sonno della ragione, di fronte alle immagini dei massacri e della barbarie ha iniziato a risvegliarsi. In Italia abbiamo assistito a un sussulto morale nuovo, che ha lasciato intravedere la possibilità di una ripoliticizzazione della società dopo anni e anni di qualunquismo e di miseria culturale.

Se però c’è una cosa che le agenzie neoliberali non possono tollerare è proprio questo, è il superamento della dimensione morale e preopplitica in favore della ripoliticizzazione della società e della riaffermazione dei soggetti organizzati. Al neoliberismo va benissimo quando in Occidente ci si limita all’indignazione, alle dimostrazioni per i social network o quando sul piano teorico ci si accontenta delle solite fumisterie ribellistiche o di altre mode accademiche che trasformano l’impegno politico in una posa mediatica. Inorridisce quando dall’indignazione di passa all’organizazione e quando dall’estetica si passa al politico.

Non poteva dunque permettere che la causa palestinese potesse trasformarsi nella leva per un risveglio generale dopo il torpore degli ultimi trent’anni. Lo stesso rapporto di Francesca Albanese, capace di mettere in relazione il genocidio con i processi economici e gli interessi delle multinazionali, rischiava di aprire un varco a una più ampia presa di coscienza sulla dialettica interna ai rapporti di forza e all’assetto attuale del capitalismo.

Trump e i governi occidentali non potevano dunque non fermare l’amico Netanyahu. Hanno dovuto farlo attraverso un’operazione di manipolazione mediatica gigantesca. Appena firmata la tregua la stampa infatti ha eliminato dall’agenda le parole Gaza e Palestina e ha ridato spazio ai negazionisti del genocidio e alla campagna vittimistica dei vari Fiano.

Le cose si stanno dunque rimettendo a posto. L’ondata di protesta internazionale si è placata. L’indignazione non ha avuto modo di saldarsi a un progetto politico e le personalità come Francesca Albanese sono state silenziate. Dietro questa nuova copertura il governo di Netanyahu, se sarà più prudente e non si lascerà prendere dagli eccessi come col Qatar, potrà riprendere la sua opera terroristica di distruzione del popolo palestinese.


*Post Facebook dell'8 novembre 2025

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente di Giuseppe Giannini La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

La Flotilla e lo sguardo assente dell'Occidente

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti