"I russofoni a rischio genocidio in Ucraina", il Vice presidente della Duma

Le parole di Sergei Zheleznyak, Vice Presidente della Duma, a Euractiv

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"I russofoni a rischio genocidio in Ucraina", il Vice presidente della Duma

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In un’intervista esclusiva concessa a Euractiv, Sergei Zheleznyak, Vice Presidente della Duma dal giugno 2012, riprende i contenuti delle dichiarazioni rilasciate in un incontro con i deputati del Parlamento europeo. 
 
“Il nostro compito principale”, spiega Zheleznyak, “era quello di dire ai deputati la verità sugli eventi in Ucraina e in Crimea. Siamo venuti per esprimere le nostre preoccupazioni per quanto riguarda le azioni di coloro che hanno preso il potere con la forza a Kiev, la crescita del neo-nazismo e la sua diffusione in Europa con la clemenza della burocrazia di Bruxelles, e di esprimere la nostra posizione per la difesa dei cittadini di lingua russa dalla minaccia di genocidio, ma anche tutti coloro che esprimono opinioni diverse dalla retorica degli ultra-nazionalisti  che controllano oggi la maggior parte degli organi statali e dei media del Paese.
 
"Abbiamo anche cercato di spiegare perché i cittadini della Crimea, che sentono che la loro vita è minacciata, si sono rivolti per aiuto e assistenza alle autorità russe, e non a coloro che si proclamano le nuove autorità di Kiev. E per spiegare perché non possiamo abbassare le richieste dei nostri fratelli della Crimea.
 
Inoltre, abbiamo espresso la nostra preoccupazione per le violazioni dei diritti umani di massa in Ucraina. Indipendentemente dai processi politici in Ucraina, nessuno ha il diritto di violare i diritti umani fondamentali e le libertà, il diritto alla vita, di espressione, di parlare nella lingua madre"
 
In merito al referendum del prossimo 16 marzo che si terrà in Crimea, Zheleznyak, richiamando il caso della autoproclamata indipendenza del Kosovo, ha sostenuto che la Russia non ha alcuna relazione con il referendum e che si tratta di un'iniziativa dei cittadini della Crimea, gli unici ad avere il diritto di decidere. 
  
All’obiezione che il referendum rischia di innescare una nuova guerra fredda, il deputato russo si è detto più preoccupato della "minaccia di genocidio" che milioni di cittadini in Ucraina si trovano a fronteggiare “In Crimea”, ha argomentato Zheleznyak, “ci sono due milioni di russi. In Ucraina occidentale ed a Kiev, dove proseguono le manifestazioni, con esortazioni ad uccidere i russi e gli ebrei, ogni persona che non è un nazionalista rischia di perdere la vita. Non permettere il genocidio e la clemenza di Kiev nei confronti degli ultra-nazionalisti sono le ragioni che hanno spinto la Repubblica autonoma di Crimea a tenere il referendum”.

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