I rivoltosi di Hong Kong compiono assalti brutali contro cittadini comuni

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I rivoltosi di Hong Kong compiono assalti brutali contro cittadini comuni

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Vanno moltiplicandosi gli attacchi dei rivoltosi di Hong Kong nei confronti di normali cittadini che hanno opinioni politiche diverse o si oppongono ai loro atti illegali. 

 

Dopo l'entrata in vigore della legge anti-maschera recentemente emanata, i rivoltosi mascherati si sono sparpagliati nei diversi distretti di Hong Kong tra cui Mong Kok, Sham Shui Po, Central e Admiralty. La legge, che proibisce ai rivoltosi di indossare maschere nelle assemblee illegali, ha avuto un effetto deterrente, segnala Global Times. 

 

Tuttavia, piccoli gruppi di rivoltosi, che aderiscono alle strategie "hit and run", stanno prendendo di mira cittadini comuni che hanno l’unica colpa di dissentire dalle loro scellerate azioni violente. Che mal si conciliano con le loro richieste strumentali di democrazia. ù

 

Un tassista in camicia rossa ha cercato di attraversare le barricate utilizzate dai rivoltosi vestiti di nero per bloccare la strada a Sham Shui Po domenica pomeriggio; per questo è stato assediato da una moltitudine inferocita, e successivamente vittima di un brutale attacco. iN rete ci sono vari video che mostrano il raccapricciante attacco. 

 

I rivoltosi usano lunghi pali di bambù che vengono spesso utilizzati come barricate nei lavori di costruzione e ristrutturazione. 

 

Attaccare la gente comune sembra diventata una pratica usuale tra le fila dei terroristi che invocano democrazia. I giornalisti del Global Times hanno testimoniato che se i passanti hanno opinioni diverse o entrano in conflitto con i manifestanti, potrebbero finire per essere aggrediti brutalmente. 

 

Sabato sera, i rivoltosi hanno anche aggredito un uomo con una maglietta grigia che è stato coinvolto in un conflitto verbale con i rivoltosi. Inoltre, venerdì un gruppo di rivoltosi ha attaccato un impiegato di JP Morgan nella Central dopo che questi aveva affermato: «Siamo tutti cinesi». 

 

Un’attrice, Celine Ma, è stata aggredita dai rivoltosi per averli ripresi mentre assaltavano una filiale della Bank of China. «Si sono precipitati a colpirmi e mi hanno strappato il telefono", ha detto, mentre la sua bocca sanguinava, denunciando l’azione dei rivoltosi che in occidente continuano a essere definiti pacifici manifestanti. 

 

Questo ci stupisce poco: il copione è lo stesso già recitato in svariate parti del mondo dall’Ucraina al Venezuela. 

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