I gruppi jihadisti avanzano nel caos del Medio Oriente

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 I gruppi jihadisti avanzano nel caos del Medio Oriente

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Un'analisi del New York Times sottolinea come l’aumento della violenza settaria abbia offerto nuove opportunità per i gruppi jihadisti in tutto il Medio Oriente e stia alimentando i timori delle agenzie di intelligence americane che gli estremisti allineati ad al-Qaeda possano stabilire una base in Siria in grado di minacciare Israele e l’Europa.
 
I nuovi segnali di una minaccia jihadista dal Mali alla Libia allo Yemen hanno complicato la narrativa promossa dal presidente Obama secondo la quale al-Qaeda era stata indebolita.
 
Alcuni analisti e funzionari Usa sostengono che il caos in Siria potrebbe portare gli Usa ad assumere una politica più attiva per disinnescare potenziali minacce all’interno dei gruppi dell’opposizione. Colpire i gruppi jihadisti in Siria porrebbe però ostacoli politici, militari e giuridiche formidabili e il costo potrebbe essere un compromesso - anche se solo temporaneo o tattico - con il governo laico di Assad.
 
Non è chiaro se  la Casa Bianca sia disposta a fare un tale cambiamento brusco di approccio dopo anni spesi a sostenere l'opposizione siriana e a chiedere la cacciata di Assad. Ciò richiederebbe, inoltre, delicate trattative con gli alleati mediorientali che sostengono di gruppi ribelli siriani, in particolare l'Arabia Saudita.
 
 Una crescente fonte di preoccupazione è poi il numero di musulmani provenienti da paesi occidentali che sono andati a combattere in Siria e potrebbero tornare a casa e costituire una minaccia terroristica. Gli analisti dicono che almeno 1.200 musulmani europei si sono recati in Siria dall'inizio della guerra per unirsi alla lotta,
 
In tutta la regione, una crescente ondata di estremismi islamista - alimentata in parte dalla violenza settaria e in parte dalla cacciata dei Fratelli musulmani  - ha contribuito a una recente ondata di attacchi, come gli attentati in Libano e nella Penisola del Sinai, così come la carneficina quotidiana in Siria e in Iraq.
 
E' però soprattutto il caos della Siria, dove i jihadisti stranieri sembrano aver sconfitto la strategia occidentale di sostenere l'opposizione moderata, che potrebbe portare l'amministrazione Obama verso un maggiore coinvolgimento.

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