Grecia. La troika rigetta il piano fiscale del governo Samaras

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Con l'ispezione tecnica preparatoria che inizia oggi ad Atene da parte della troika, prima dell'arrivo dei capi missione intorno al 4 novembre, inizia la difficile fase negoziale tra il governo di Antonis Samaras ed i creditori internazionali del paese. 
 
Tre rimangono i punti controversi. In primo luogo, mentre la troika ha chiesto un risparmio di ulteriori due miliardi nella legge di stabilità del 2014, il governo porrà i 500 milioni indicati ieri da Stournaras come il paletto invalicabile. Secondo fonti del corrispondente di Kathimerini a Bruxelles, Nikos Chrysoloras, la troika non considera però i piani della Grecia credibili per ridurre il gap fiscale. In secondo luogo, i licenziamenti nel servizio civile. Alcuni rapporti suggeriscono come i creditori si aspettano 11,500 lavoratori del settore pubblico da gennaio, oltre ad i 15 mila già previsti dalla fine del prossimo anno, ma fonti di Bruxelles hanno dichiarato che queste informazioni sono inaccurate e che il target rimane di 4 mila licenziamenti per la fine dell'anno ed altri 11 mila per la fine del 2014. Infine, il destino di tre aziende statali - EAS, ELVO e Larco – sarà al centro delle discussioni con la troika, che chiede la loro liquidazione e non la semplice ristrutturazione. Rimane poco chiaro come questo si possa adeguare alla promessa del governo di non procedere a tagli di salari e pensioni.

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