Europlot Daily – 18 maggio 2018

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USA contro Ue sul nucleare iraniano
Al summit sui Balcani i leader europei hanno rimarcato la volontà di mantenere l’accordo sul nucleare iraniano e l’intenzione di non farsi intimidire dagli Stati Uniti. Il punto più alto di questo bluff è stato raggiunto quando Juncker ha annunciato l’attuazione dello statuto di blocco, un regolamento del 1996 che vieta alle compagnie e ai tribunali dell'Ue di rispettare le leggi sulle sanzioni straniere e stabilisce che nessuna sentenza straniera basata su tali leggi abbia alcun effetto nell'Unione. Quindi, lo statuto di blocco più che a proteggere le aziende che violano le sanzioni serve a punire quelle che si conformano. Non funzionerà. Dopo che la francese Total ha comunicato la fine dell’attività estrattiva nel giacimento iraniano South Pars, la danese Maersk – primo shipping container petrolifero del mondo – ha comunicato anch’essa la fine delle operazioni in Iran. L’Ue non può fare molto per proteggere aziende che operano anche negli Stati Uniti e usano banche americane e dollari statunitensi. Anche dotarsi di strumenti legali per provare a salvare la forma dell’accordo potrebbe rivelarsi inutile, all’Iran interessa fare affari, ha bisogno di liquidità e della possibilità di poterla usare a livello internazionale. L’America però ha scelto di stritolare l’Iran per bloccarne l’espansione in Medio Oriente e i Paesi della Ue non possono farci niente, a meno che non siano disposti a fare una scelta politica e sacrificare i grandissimi affari per dei piccoli affari. 
 
USA contro la Germania
Washington l’aveva già fatto capire, adesso il messaggio è arrivato più chiaro: gli Stati Uniti non vogliono che la Germania realizzi il raddoppio del gasdotto North Stream, che collega direttamente Russia e Germania attraverso il mar baltico . Trump avrebbe chiesto alla cancelliera tedesca di rinunciare al gasdotto North Stream 2 in cambio dell’esenzione permanente dai dazi su alluminio e acciaio e l’avvio di negoziati su un nuovo accordo commerciale con l’Unione europea. Adesso cosa farà l’Ue, si metterà contro gli Stati Uniti rinunciando a un’offerta di negoziato per difendere un progetto che arricchirebbe e aumenterebbe esclusivamente il potere tedesco e quello russo sul resto d’Europa? Questa mossa di Trump arriva con tempismo, oggi la Merkel sarà a Sochi per incontrare Putin, l’esenzione per l’Ue delle sanzioni su acciaio e alluminio scadranno il 1° giugno. 
 
USA-Cina
I negoziatori cinesi negli Usa potrebbero accettare le richieste fatte dal presidente Trump per ridurre lo squilibrio commerciale, con la promessa di comprare maggiori prodotti USA, intanto da Pechino è arrivato lo stop alle indagini sulle importazioni di sorgo americano.
 
Christine Lagarde contro il surplus tedesco
Nel corso dei lavori primaverili di Fmi e Banca mondiale Christine Lagarde ha sottolineato i buoni rapporti con l’amministrazione Trump e la necessità di affrontare il problema del surplus tedesco. Anche questo è un segnale delle intenzioni della Casa Bianca. 
 
Brexit
Theresa May ha detto che il Regno Unito rimarrà all’interno dell'unione doganale anche dopo la Brexit, finché non sarà trovata una soluzione con l’Unione europea sulla complicatissima questione del confine tra Irlanda e Irlanda del Nord.
 
Petrolio oltre gli 80 dollari
Prezzi del greggio in rialzo con il Brent, la qualità di petrolio più importante per il mercato, che questa mattina tocca gli 80 dollari al barile. Si tratta dei massimi dal novembre del 2014. Sull’andamento sono state decisive le tensioni sul nucleare iraniano e la crisi in Venezuela.
 
Ebola
Il ministro della Salute del Congo ha annunciato 11 nuovi casi confermati di ebola e due morti legati alla malattia nel nordovest del Paese. I casi registrati finora sono 45 i morti 23. Per l'Oms, si tratta dello stesso ceppo del virus che colpì l'Africa occidentale nel 2013 partendo dalla Guinea meridionale fino ad arrivare in Liberia e in Sierra Leone. Su 29.000 casi i decessi furono più di 11.300.
 
 
Federico Bosco
 

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