Disarmo chimico della Siria. Il precedente libico

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Disarmo chimico della Siria. Il precedente libico

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Sabato 21 settembre, poco prima del termine di una settimana fissato da Stati Uniti e Russia a Ginevra, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ha annunciato di aver ricevuto la lista di armi chimiche dal governo siriano. La consegna di questa lista è il primo passo nell’applicazione dell’accordo russo-americano sullo smantellamento dell’arsenale chimico siriano che dovrebbe concludersi entro metà 2014. 
 
A giudicare dall'esperienza libica, il processo potrebbe però essere molto più lungo di quanto preventivato. Nove anni dopo la firma della Convenzione sulle armi chimiche, avvenuta il 5 febbraio del 2004, le nuove autorità libiche sono ancora impegnate nella distruzione dell'arsenale chimico che hanno ereditato da Muammar Gheddafi.  
In base all'accordo sottoscritto, nel 2004 la Libia ha rivelato l'arsenale chimico di cui era in possesso dando inizio al programma di distruzione degli aggressivi chimici. Il processo, sotto la supervisione degli esperti dell'OPWC, è stato interrotto dalla rivolta del 2011 contro Gheddafi. 
Il Consiglio di Transizione Nazionale (CNT) libico, insediatosi dopo la caduta del regime, ha comunicato all'OPCW la scoperta di due nuovi depositi di aggressivi chimici non denunciati da Gheddafi e dichiarato la propria incapacita' di distruggere gli arsenali chimici entro la data limite del 1 maggio 2012, facendo appello all'assistenza internazionale. Un nuovo piano di smaltimento è ripreso nel marzo del 2013  e dovrebbe concludersi entro dicembre 2016.  
All'inizio di questo mese, inoltre, il ministro degli Esteri libico Mohamed Abdelaziz, ha reso noto un accordo raggiunto con gli Stati Uniti per assistenza tecnica nella distruzione delle armi chimiche ancora esistenti. 
Abdelaziz ha sottolineato che il progetto prevede solo la distruzione delle scorte di gas mostarda e di prodotti chimici considerati tossici e nocivi. Per il momento, le scorte di uranio della Libia non saranno toccate. Alla fine del 2011, all'indomani della rivoluzione che ha rovesciato Gheddafi, un grande stock di uranio è stato scoperto in un deposito di armi nella città di Sabha, nel sud della Libia.

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