CETA, mobilitazione di massa e il Governo indietreggia...

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di Dario Tamburrano*


La partecipatissima mobilitazione della Coldiretti contro il trattato CETA fra UE e Canada, ha indotto il Governo a spostare a dopo l’estate il voto della Camera per la ratifica e sta finalmente portando all’attenzione generale la scarsissima protezione che il CETA stesso accorda ai prodotti agroalimentari italiani di pregio per cui a titolo d’esempio il fatto che i canadesi potranno continuare indisturbati a produrre i loro formaggi “parmesan” e “tipo gorgonzola” e addirittura il loro "Parma jam".


Il trattato andrebbe rifiutato soprattutto perché costituisce una riforma istituzionale nascosta che subordina il ruolo dei governi e della politica alle esigenze del libero scambio. Inoltre, se vogliamo limitarci ad esaminare l’impatto del CETA al solo settore agroalimentare, il caso del parmigiano e del gorgonzola è solo una delle criticità minori perché il CETA mina alla base le norme europee che impediscono l’arrivo sulle nostre tavole di alimenti permessi in Canada, come la carne agli ormoni e gli OGM, senza che debbano essere considerati o etichettati come le più protettive norme UE prescrivono.


Nel trattato si legge infatti che l’UE accetta i criteri canadesi di sicurezza alimentare se il Canada “dimostra oggettivamente” che essi proteggono la salute e l'ambiente come i criteri UE: i metodi per determinare se tale equivalenza sia rispettata, verranno scritti in un allegato del CETA che ora è lasciato letteralmente in bianco. Contiene la sola dicitura “Da concordare in seguito”.



Provvederanno a compilare questa fondamentale parte del CETA dei burocrati appartenenti a organismi istituiti dal trattato e che opereranno al di fuori del controllo democratico. Come se non bastasse, il CETA apre nell’UE anche una seconda strada ai cibi OGM e alla carne agli ormoni nell’UE riconoscendo e incorporando esplicitamente le norme sanitarie e fitosanitarie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, conosciuta anche con l’acronimo inglese WTO. Già in passato il Canada, insieme ad altri paesi, è riuscito a dimostrare che in base a tali norme l’UE non può vietare l’importazione né della carne agli ormoni né degli OGM.


E’ ovvia a questo punto la possibilità che, grazie alle norme WTO incorporate nel CETA, il Canada riesca a vendere nell’UE alimenti compatibili con le norme del WTO ma non compatibili con le norme europee. Tutti i link di questo articolo rimandano a Wiki CETA, uno strumento d’informazione a servizio dei cittadini sul contenuto di questo trattato, che contiene a sua volta i riferimenti al testo del CETA e a documenti di fonti ufficiali ed autorevoli


*Europarlamentare del Movimento 5 Stelle

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