Brasile. "Equivale ad autorizzare i matrimoni omosessuali", l'attivista Raquel Araujo

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Brasile. "Equivale ad autorizzare i matrimoni omosessuali", l'attivista Raquel Araujo

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Il paese con più cattolici del mondo ed a due mesi dall'importante visita del neo papa Francesco, il Brasile diviene di fatto il terzo paese dell'America Latina a permettere il matrimonio omosessuale. Con una maggioranza netta, il Consiglio nazionale di giustizia (CNG) - un panel che monitora il sistema legale del paese presieduto dal presidente della Corte suprema, Joaquim Barbosa - ha dichiarato che le autorità devono garantire il matrimonio a coppie dello stesso sesso senza dover aspettare che il Congresso vari una legge al riguardo. “Equivale ad autorizzare i matrimoni omosessuali in Brasile”, ha dichiarato l'attivista Raquel Pereira de Castro Araujo ad Afp.
Barbosa ha motivato la decisione, spiegando come la Corte suprema nel 2011 avesse già riconosciuto le unioni omosessuali stabili ed affermato, in una sentenza che “è vincolante”, che la costituzione garantiva gli stessi diritti delle coppie eterosessuali. In Congresso, tuttavia, manca ancora l'adozione di una legge in materia per l'opposizione dell'influente componente politica cattolica. Per questo, la decisione del CNG sarà portata davanti la Corte suprema, come ha confermato ad Afp il deputato del partito sociale cristiano Marco Feliciano.
La stessa decisione era stata presa dall'Argentina nel 2010 e dall'Uruguay recentemente.

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