Venezuela. La presidente ad interim Rodriguez risponde così "all'autoproclamazione" di Trump

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La Presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha affermato oggi che il Paese è sotto il pieno controllo delle sue autorità costituzionali, respingendo qualsiasi narrazione di un governo influenzato dall'estero. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di una visita ufficiale nella località di Catia La Mar, nello Stato di La Guaira.

L’intervento segue di un giorno la pubblicazione, da parte dell’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di un’immagine sui suoi social network in cui si autoproclamava “presidente ad interim” del Venezuela a partire da gennaio 2026.

Le dichiarazioni della Presidente incaricata
Nel suo discorso, incentrato sulla ripresa delle attività scolastiche, Rodríguez ha fatto diretto riferimento alle recenti controversie online. “Ho visto su Wikipedia delle caricature su chi comanda in Venezuela. Beh, qui c'è un governo che comanda in Venezuela, qui c'è una presidente incaricata e c'è un presidente ostaggio negli Stati Uniti”, ha dichiarato.

La località che ha ospitato l’evento è stata una delle aree colpite dall’operazione militare statunitense del 3 gennaio scorso. Rodríguez ha definito quell’azione un’“aggressione illecita e illegale” e ha sottolineato che da quel simbolo di resistenza, la sua amministrazione ribadisce “la sovranità e l'indipendenza del Venezuela”.

La leader ha aggiunto che il governo di Caracas opera “insieme al popolo organizzato, insieme al potere popolare” e che sta procedendo “nelle relazioni internazionali di rispetto, nel quadro della legalità internazionale, per rivendicare e proteggere i diritti” della nazione.

La contestazione delle affermazioni statunitensi
La replica di Rodríguez appare come una risposta diretta non solo al post di Trump, ma a una serie di dichiarazioni dell’amministrazione statunitense. Dopo l’intervento militare, Trump si era presentato come “una figura chiave” nel governo venezuelano, annunciando che alti funzionari come i segretari di Stato e della Guerra, Marco Rubio e Peter Hegseth, lo avrebbero assistito in tale ruolo.

La Presidente venezuelana aveva già respinto simili posizioni la settimana precedente, assicurando che il Venezuela non è governato da “alcun agente esterno” e che a comandare è esclusivamente “il suo governo costituzionale” e “il potere popolare consolidato”.

La questione degli idrocarburi e le trattative in corso
Un ulteriore punto di attrito riguarda il settore petrolifero. Trump e altri funzionari avevano affermato di aver assunto il controllo unilaterale dell’industria petrolifera venezuelana per un periodo “indefinito”, minacciando anche un nuovo uso della forza.

Tali dichiarazioni sono in netto contrasto con quanto comunicato dalla compagnia di Stato Petróleos de Venezuela (PDVSA), che ha riferito di essere impegnata in una trattativa con la Casa Bianca per la “vendita di volumi di greggio nel quadro delle relazioni commerciali esistenti tra i due paesi”. La società ha precisato che la trattativa si svolge nel rigoroso rispetto dei “criteri di legalità, trasparenza e vantaggio” per entrambe le parti.

Rodríguez ha confermato questa linea, dichiarando: “La nostra posizione è molto chiara: il Venezuela è aperto a relazioni energetiche che avvantaggino tutte le parti, in cui la cooperazione economica sia ben definita nei contratti commerciali”.

 

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