Turisti israeliani a Napoli. Le Donne in Nero di Bari: "Quello contro Nives Monda è stato un complotto"

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Turisti israeliani a Napoli. Le Donne in Nero di Bari: "Quello contro Nives Monda è stato un complotto"

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– Articolo di Michele Metta –

 

Ho avuto modo e piacere di conoscere la signora Rossana Ruscelli, una delle rappresentanti di Donne in Nero di Bari. Donne in Nero è un movimento internazionale nato a Gerusalemme per volontà di israeliane che si oppongono alla occupazione illegale, causa di sofferenze e morte, dei territori palestinesi da parte del governo di Israele. Il nero è stato scelto proprio per sottolineare la condizione di lutto che tali donne percepiscono nel proprio animo innanzi a tali disumani soprusi.

Quel che Rossana ha da dirmi è davvero estremamente importante per comprendere una vicenda circa la quale, troppo spesso a sproposito, si sono spesi tutti i maggiori mezzi di comunicazione: quanto accaduto pochi giorni fa all’interno della Taverna a Santa Chiara di Napoli. Ho usato la locuzione “a sproposito” a ragion veduta: Nives Monda, la proprietaria di questo ristorante, nota tanto per le sue pietanze gastronomiche di eccellente qualità quanto per condividere in toto le posizioni delle Donne in Nero, si è trovata ingiustamente additata come antisemita da alcuni di tali mezzi di informazione. È qui che entrano in gioco le parole di Rosanna Ruscelli:

RR: I fatti che sto per raccontare, risalgono al 26 aprile scorso. Stiamo dunque parlando di nemmeno due settimane fa. Erano già venti mesi che ogni sabato ci dedicavamo a tenere un nostro presidio nel centro del capoluogo pugliese. È un presidio attraverso il quale sensibilizziamo l’opinione pubblica su quanto sta, purtroppo, accadendo in Palestina; e ci tengo a sottolineare che si tratta di un presidio autorizzato dalla locale Questura. Tuttavia, il 26, a poca distanza da mezzogiorno, qualcosa di inusitato e imprevisto si è presentato ai nostri occhi.

 

MM: Di cosa si tratta?

 

RR: Una coppia. Percorrevano via Sparano, la strada lungo la quale, appunto, ci trovavamo anche noi per presidiare, come ho spiegato pocanzi. Eravamo oltre venti, quel giorno, e questa coppia – un uomo e una donna – ha iniziato a inveire ferocemente contro di noi, ricoprendoci di insulti. Essendo noi un movimento votato alla nonviolenza, non abbiamo ribattuto. Malgrado ciò, la coppia ha continuato nel suo vituperio verbale, accusandoci gratuitamente e infondatamente di terrorismo e antisemitismo. Nel frattempo, l’uomo riprendeva la scena con il proprio cellulare.

 

MM: E perché tutto ciò, oltre ad essere ovviamente rilevante di per sé, lo è altrettanto circa il successivo episodio accaduto nel capoluogo campano?

 

RR: Perché quella coppia era la stessissima identica coppia che ha poi deciso di colpire con identico modus operandi, cercando di infangarla, Nives Monda.

 

MM: La stessa coppia?

 

RR: Sì, assolutamente la medesima. Tutte noi presenti il giorno 26, quando abbiamo poi visto il volto della signora diffuso dopo quanto successo a Napoli, l’abbiamo riconosciuta.

 

MM: Se ne deduce, quindi, che l’attacco a Nives Monda era un attacco premeditato e avente le stesse finalità, e cioè screditare e gettare fango su chi si oppone al genocidio dei palestinesi.

 

RR: Sì, è esatto.

 

MM: Inquietante.

 

RR: Molto. Concordo.

 

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