Sovranisti? Se non ora quando... (di Lorenzo Borrè)

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Sovranisti? Se non ora quando... (di Lorenzo Borrè)


di Lorenzo Borrè


Con l' assassinio di Ali Khamenei muore anche lo scampolo di (pretesa) superiorità morale dell' Occidente. L' attacco, preventivamente deliberato a prescindere dall' esito delle trattative sul nucleare iraniano, viola non solo il diritto internazionale, dimostrando che effettivamente per i prepotenti vale "fino a un certo punto", ma anche il principio di lealtà, fondamento di qualsiasi relazione umana.
 
L' aggressione è stata attuata infatti poco dopo che il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi, aveva annunciato che all'esito delle trattative bilaterali con gli USA, l' Iran aveva accettato di "smantellare le scorte di uranio arricchito".

Risibile la giustificazione dell' intervento, "l' eliminazione del tiranno", data da due tiranni globali che hanno fatto scempio, seguendo inveterate tradizioni (secolari per gli USA, quasi centenarie per l' epigono Netanyahu), non solo del diritto, ma soprattutto del rispetto delle vite umane.

Per far "tornare a leggere Lolita a Teheran" sono state uccise 148 studentesse in un colpo solo, a tacer di quelle gravemente ferite, il che dimostra come il feticcio dei "diritti civili" sia agitato dai criminali umanitari per il solito fine di stabilire "governi affidabili" , come recita l' art. 1 dello Statuto del Consiglio di Pace (Board of peace) creato da Trump quale agile strumento di sopraffazione di quegli Stati che hanno scelto l' autodeterminazione e la sovranità politica come architrave del loro ordinamento.

E a proposito di sovranità e sovranismo si spera , inutilmente, che il nostro Governo, in un sussulto di orgoglio nazionale, faccia due passi indietro rispetto alla dichiarata intenzione di aderire come "Stato osservatore" al Board of peace, considerato peraltro che lo status di osservatore non è contemplato dallo Statuto di tale organismo e che esso espressamente esclude "adesioni con riserva".

Quanto alla pericolosità di aderire ad un organismo guerrafondaio comandato da Trump (in disparte l' interpretazione canzonatoria che i vari governi italiani hanno dato all' art. 11 della Costituzione italiana), sarebbe opportuno che l' attuale premier riflettesse, qualora non vi abbia già riflettuto, sul fatto che Trump ha deliberato un atto di guerra contro uno Stato aggirando (stricto sensu: violando) la stessa Costituzione americana che richiede il consenso del Congresso per deliberare azioni belliche.

Purtroppo le dichiarazioni rese da alcuni esponenti del governo non consentono di essere ottimisti: c' è chi ha parlato di legittimità dell'intervento per scongiurare la costruzione di una bomba atomica (non considerando la versione trumpiana del giugno del 2025 secondo cui i bombardamenti americani avevano fatto regredire di decenni lo stadio di un' eventuale, ma sempre negata dall' Iran, costruzione di un ordigno nucleare), sottacendo che l' aggressione è stata attuata da due Stati che la bomba atomica ce l'hanno, e uno l' ha sganciata anche già due volte, e dopo che l' Iran aveva accettato le richieste dell' emissario degli USA.

Ancor più urticanti le dichiarazioni di chi ha parlato di "uccisione del tiranno", dimostrando non solo di non conoscere bene l' architettura costituzionale iraniana, ma anche di non considerare che la "nostra" posizione internazionale è plasticamente quella di chi è sotto il tallone di tiranni internazionali, tanto da non spendere una parola di condanna per l' eccidio fatto dai missili dei "liberatori" nella scuola di Minab.

Tanto da applaudire sempre e comunque anche ad un semplice colpo di tosse del padrone americano.
 
 
*Post Facebook del 1 marzo 2026
 

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