SANDERS, TRUMP E LA FUGA DAL CENTRO

Il successo degli outsider dimostra che sempre più persone rifiutano le ricette liberal liberiste che il palazzo propone per uscire dalla crisi

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SANDERS, TRUMP E LA FUGA DAL CENTRO

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di Giorgio Cremaschi
 
È presto per sapere se Sanders e Trump, gli opposti estremismi secondo i vecchi schemi dei nostri palazzi del potere e dell'informazione, è presto per sapere se i due continueranno a vincere. O se invece i tradizionali gruppi di potere dei rispettivi partiti alla fine riusciranno a sconfiggerli. E ancor più è troppo presto per sapere se in caso di successo riusciranno a mantenere le promesse elettorali o si adegueranno, come Obama, alle regole dell'establihment. Questo rischio vale soprattutto per il candidato socialisteggiante Sanders, visto che il miliardario Trump rappresenta il tentativo di riedizione della presidenza Reagan, la più reazionaria degli ultimi cento anni. 

Ciò che ora è importante cogliere non è tanto ciò che faranno i due candidarti outsider alla presidenza USA, ma ciò che vogliono dire coloro che li sostengono. Da tempo in Europa, in Italia in particolare, si vuole copiare il modello politico che governa gli Stati Uniti. Due grandi partiti che si alternano, uno un po' più progressista soprattutto sui temi civili, uno un po' più conservatore, entrambi fedeli al liberismo economico e alla globalizzazione finanziaria. Le classi dirigenti europee che vogliono distruggere lo stato sociale e copiare il modello capitalistico americano hanno fatto una bandiera di quel sistema politico, da noi fino alla caricatura.
 
Ora si scopre che quel sistema, al quale partecipa normalmente meno della metà dei cittadini, sta franando proprio al suo centro. Sanders porta al voto chi è fuori dal sistema perché vuole, nel paese del trionfo del mercato, diritti sociali garantiti dal pubblico. Trump raduna l'America delle pistole che considerata dittatura comunista qualsiasi accenno di stato sociale. Sono davvero due punti di vista opposti e in conflitto totale tra loro. Ma di fronte alla crisi economica e sociale sempre più pesante che colpisce il paese più ricco del mondo, quelle due risposte opposte sottolineano l'assenza, l'inutilità della risposta tradizionale, quella che viene dal centro del sistema politico e di potere. 

Il successo degli outsider dimostra che sempre più persone rifiutano le ricette liberal liberiste che il palazzo propone per uscire dalla crisi. E che cercano vie radicalmente alternative, o a destra o a sinistra, comunque fuori da quello che vien considerato il "centro", dal quale è in corso una fuga generale. Non piangiamo.

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