Perché Boeri sputa ancora sul popolo?

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Perché Boeri sputa ancora sul popolo?

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Il 22 giugno scorso l’ANSA dava notizia che il Guardian di Londra (THE GUARDIAN) aveva dato notizia che il comune di Cambli – 6.833 anime in provincia di Teramo – si era messo al lavoro per (cito dall’Ansa, che cita il Guardian - e tra breve misureremo l’importanza di questo circuito citazionista) che a Cambli – The obscure village – mentre il resto d’Italia era in regime di segregazione legale, a Cambli erano tutti al lavoro. La missione era chiara: finire sulle guide turistiche.  

A sua volta, il Guardian citava Il Foglio, il quale, in un rapporto sullo stato della Montagna, pubblicato il 12 aprile 2020, aveva sentito, perché informato sui fatti, l’ideatore del Bosco sul balcone, del boschetto ideale – della boschività parcellizzata - ovvero l’architetto Stefano Boeri. 

L'architetto milanese aveva affidato al Foglio la seguente direttiva: La città policentrica ha ucciso il suo mood (Kcussì!). L’orizzontalità multipolare è scaduta - bisogna ristabilire la verticalità moderna. Dunque, contrordine: Popòl, tutti in montagna!

Ora che non dipendiamo più dall’ufficio in centro, aveva detto Boeri, e che Venezia e Firenze hanno subito un’emorragia di residenti, bisogna fuggire in montagna, o, perlomeno, in collina. Fuggire, per esempio, a Campli – l’obscure Village – dove possiamo ammirare le meraviglie di Giotto e Raffaello (in verità dei loro discepoli) e partecipare alla più antica sagra della porchetta.

Si chiama, dice Boeri, turismo di prossimità. Se hai l’ufficio a Garbagnate milanese o a Bariola puoi andare in trasmutanza al Mottarone o al Piano di Rancio, sopra Merone. Si tratta di luoghi, dice Boeri, in cui puoi interagire con la gente del posto. Vedere il pomodoro diventare conserva e la pecora arrosticino.

Secoli di fenomenologia buttati nel cesso. Spremute di meningi Critiche date in pasto ai porci.

 

DI LEO ESSEN LEGGI: "SERVIRE DIO E MAMMONA" - Gli speculatori finanziari si arricchiscono mentre dormono.

 

 

L’Abruzzo deve stare davvero a cuore al Guardian. Il 29 agosto 2018, il giornale di Londra aveva trattato la materia per informarci che (virgolette) con 25 sterline per un volo Ryanair da Londra Stansted si può arrivare a Pescare, e che con un’altra oretta di macchina, si può pascolare tra i filari delle vigne piantate a Cococciola, accompagnati da Jono e sua moglie Fern Green, scrittrice e stilista del cibo, per poi riparare in una comoda iurta - la famosa iurta abruzzese.

Popòl di Harlow, commesse di Chelmsford, imbianchini di Basildon, postini di Stevenage, ragionieri di Braintree, pensionati di Aylesbury ecco per voi un vero foodie weekend, alla modica cifra di 25 sterline per i primi 30 che prenotano senza possibilità di recesso. Con i voli economici di Ryanair potete raggiungere l’Abruzzo in un’ora e mezza, e scofanarvi di arrosticini, ntuja, spaghetti alla chitarra, scrippelle, ndurciulline e morzellu. Per i più fortunati un corso rapido di sommelier d’olio, impartito direttamente in un frantoio del XVII secolo.

Il Guardian aveva già trattato l’argomento il 1 dicembre 2013. Mooolto prima della fuga dalla città reclamizzata dall’architetto forestale milanese. Non aveva mancato di segnalare le rocche e i merli del XIV secolo, le trazzere che salgono dai Ripari di Giobbe, Tollo, Crecchio, Sant’Amato Nasuti, verso Guardiagrele, Cepagatti, su fino a Lama dei Peligni, dove si viene accolti da una schiera di danzatori bulgari a piedi nudi sui bracieri ardenti. 

Non c’è bisogno di dire che per smuovere il Popòl, e fargli scucire 25 sterline di volo e 550 di iurta all inclusive, c’è bisogno che un rispettabile e papabile compasso d’oro dia il là, e che uno o più giornali portino a turno la croce e cantino. Poi c’è bisogno di far credere che Venezia e Firenze si stiano svuotando, che le persone che se ne intendono andranno a vivere in Montagna, e panzane un tanto al chilo.

 

P.s. Ma che ci frega se tutta questa cattiva pubblicità è infarcita di luogo-comunismo d’accatto, come hanno registrato gli architetti Giulia De Cunto e Francesco Pasta su https://failedarchitecture.com/italys-countryside-does-not-need-saving; o che, per esempio, Firenze, nel 2020 – anno della pandemia - , rispetto al 2019 (dati ISTAT), si è svuotata di un misero 0,79%, mentre nel 2019 (su 2018) si è svuotata di 2,9%, e l’anno precedente di uno 0,34%, e che dunque questo svuotamento, ammesso che ci sia stato, non è dovuto né alla segregazione legale, né tanto meno al telelavoro e alla voglia di montagna; che ce frega, bastano Fish and chips e merli medievali, meglio se carolingi, e tutto fila liscio e Ryanair riempie i suoi aerei.

Leo Essen

Leo Essen

Ha studiato all’università di Bologna con Gianfranco Bonola e Manlio Iofrida. È autore di Come si ruba una tesi di laurea (K Inc, 1997) e Quattro racconti al dottor Cacciatutto (Emir, 2000). È tra i fondatori delle riviste Il Gigio e Da Panico. Scrive su Contropiano e L’Antidiplomatico.

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