Per Biden nessun benvenuto da Pechino

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di Michelangelo Cocco*


Xi Jinping è tra i pochi capi di Stato che non si è ancora congratulato con Joe Biden per la sua elezione a presidente degli Stati Uniti d'America.

C'è poco da stupirsene.

Il presidente eletto in campagna elettorale ha infatti definito Xi un "delinquente" e minaccia di risultargli più indigesto di Trump sul fronte dei diritti umani: la Casa Bianca occupata da Biden si prepara ad appoggiare in maniera più sostanziale di Trump la minoranza uigure del Xinjiang, quella tibetane, il movimento anti-Pechino di Hong Kong e il governo di Taiwan.

Dunque nei prossimi giorni - quando Biden sarà stato eletto anche ufficialmente, terminato il conteggio dei voti - c'è da attendersi da Pechino un freddo e formale comunicato di congratulazioni.

Nel frattempo, la propaganda del Partito comunista continuerà a martellare i cittadini cinesi con le immagini delle divisioni politiche e sociali della democrazia americana, quella sul contrasto al Covid-19 (che negli Usa ha fatto 238.000 morti e in Cina 4.500) e quella di una lotta per Casa Bianca caotica e conflittuale, a differenza degli "armoniosi" passaggi di consegne decennali tra i leader del Partito comunista cinese. Del resto Cina e Stati Uniti sono in piena guerra commercial-tecnologica e quest'ultima - come ogni guerra che si rispetti - è anche una guerra di propaganda.


*Post ripreso su Facebook da CinForum. Michelangelo Cocco è autore di "Una Cina 'perfetta' La Nuova era del PCC tra ideologia e controllo sociale" (Carocci editore)

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