Open e la "sovietizzazione del cinema" in Russia

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Open e la "sovietizzazione del cinema" in Russia

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Scrive oggi il fake checker Open contro la "sovietizzazione" della cultura cinematografica voluta da Putin. Dopo aver contribuito a censurare per Meta qualsiasi narrazione diversa da chi vuole armare Zelensky e sconfiggere la Russia, grida alla presunta censura dei film Hollywoodiani e persino di Disney.
 
Come faranno i poveri bambini russi oppressi dal regime comunista, si chiede in pratica Open, a crescere, maturare, formarsi, senza la nuova versione  di Capitan America, guardando solo Masha e Orso?

Ho studiato Sergej Mikhajlovic Ejzenštejn all'Università di Urbino, proprio alla Scuola Superiore di giornalismo della Rai, gestita da Tito Stagno.

Ho visto decine di volte "La corazzata Potëmkin", capolavoro assoluto copiato e scopiazzato da Hollywood, (basta citare Gli Intoccabili e Star Wars 3), ma anche da registi di tutto il mondo. In Italia Ettore Scola rese omaggio con "C'eravamo tanto amati".
 
Ma Open conosce solo Fantozzi e lo cita pure...
 
In Russia nessun media è vietato, nessun film, nessun social, nessuna musica. In Russia nessun artista o sportivo viene discriminato. Basta leggere il discorso sulla necessità di confronto culturale di Putin ieri a San Pietroburgo, dove ribadisce che isolarsi culturalmente è quanto di più pericoloso vi possa essere per qualsiasi popolo.
 
Qui un estratto riportato dall'Ambasciata della Federazione Russa in Italia:
 
In Italia, invece, è censurato qualsiasi canale russo ed è proibita qualunque rappresentazione della cultura russa. Artisti e sportivi sono perseguitati e censurati. I teatri e i cinema a Roma rifiutano qualsiasi evento o film russo perché hanno paura di minacce e vandalismi di cui sono già stati oggetto. 

 

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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