Non fascisti, ma comici

Le differenze dello scenario politico attuale in Europa rispetto agli anni '30

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In Euro crisis breeds comics not fascists, Rachman compie un interessante parallelo tra la situazione politica in Europa degli anni '30 dopo la Grande Depressione e quella attuale. Al contrario dell'apertura al fascismo, la crisi attuale, come dimostra l'affermazione del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo in Italia, porta all'affermazione dei comici.
Ci sono alcune indubbie similitudini tra l'Europa di allora e quella di oggi. Come negli anni '30, un collasso finanziario, seguito da politiche d'austerità, ha creato tassi di disoccupazione elevatissimi, distrutto l'elites al potere e aperto la strada alla nascita di nuovi movimenti politici. Ma, indagando più in profondità, le uguaglianze finiscono qua, soprattutto se si considera che la Grande depressione è avvenuta solo 12 anni dopo che il continente si era suicidato nella prima guerra mondiale – con 10 milioni di soldati uccisi e milioni mutilati. Adolf Hitler e Benito Mussolini erano veterani di quella guerra ed i loro movimenti incorporavano i valori dei reduci di quell'esperienza. Il Duce italiano, inoltre, ha preso il potere addirittura prima che la Grande Depressione colpisse l'Europa e quest'ultima, al contrario di oggi, era impreparata ad affrontare e tamponare quello che la teoria economica non aveva ancora mai sperimentato. 
E' vero prosegue il Columnist del Financial Times, che anche oggi ci sono paesi europei costretti ad immensi tagli di pensioni e salari, ma non è il ripetersi degli anni '30. La nazione che più si avvicina al contesto di quegli anni è sicuramente la Grecia, dove l'economia è crollata del 25%, permettendo al movimento fascista ed antisemita di Alba Dorata di conquistare il 10% dell'elettorato ed al partito d'estrema sinistra Syriza di divenire la seconda forza del paese. Ma, per ora, è un governo centrista che racchiude i nazionalisti di Samaras ed i socialisti del Pasok a continuare a governare.
Quello che sta accadendo in Grecia, continua Rachman nella sua analisi, è poi un'eccezione rispetto al resto dell'Europa, dove gli estremismi non hanno la stessa ascesa anche in paesi - come Portogallo e Italia - dove la crisi è comparabile. In Spagna, dove il tasso di disoccupazione giovanile ha superato il 50%, la forza politica in ascesa è il nazionalismo catalano, fenomeno pericoloso che minaccia l'unità del paese, ma che non rappresenta il risorgere del franchismo o dei movimenti anarchici degli anni '30. 
La nuova forza in ascesa in Italia è il Movimento cinque stelle di Beppe Grillo, che ha conquistato il 25% del consenso nelle ultime elezioni. Il suo stile politico è molto diverso da quello del fascismo: Mussolini era militaristico e totalitario, Grillo utilizza l'informalità e, anche se ridicolizza il sistema politico italiano ed il Parlamento, non è mai arrivato a rifiutare la democrazia come sistema politico di riferimento.
La storia italiana ci insegna come sia più probabile che gli europei moderni votino per un comico che per un fascista. E Grillo non è un caso isolato. Nell'Islanda devastata dalla crisi finanziaria, gli elettori di Reykjavik hanno scelto un noto comico locale Jon Gnarr come sindaco. Questo porta Rachman ad affermare come la capacità di legare humour e rabbia sociale tipica di un comico funzioni politicamente oggi, potendosi permettere di fare proposte non convenzionali, che sovvertono la formalità tipica della politica tradizionale. 
Grillo ha promesso di ridurre drasticamente i costi della politica, rendere internet libero e più veloce, creare piste ciclabili. Dove il suo Movimento cinque stelle ha guadagnato il potere a livello locale ha governato finora in modo pragmatico e razionale: a Parma, dove il neo sindaco grillino ha trovato una situazione finanziaria drammatica, come a Reykjavik, il sindaco comico ha dovuto tagliare le spese ed aumentare le tasse. Al contrario, le proposte di Grillo per la crisi economica nazionale presuppongono riforme molto radicali e sovversive: il comico genovese ha addiruttura ipotizzato l'ipotesi di non procedere più al pagamento dell'immenso debito dell'Italia e flirtato con l'idea di abbandonare l'euro. Molti politici navigati considerano queste idee semplici boutade, ma, conclude Rachman, a meno che non riusciranno a trovare un'alternativa migliore a cinque anni di ulteriore austerità, sarà Grillo a ridere nelle prossime elezioni.

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