Morire da «moderati e liberali»

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Morire da «moderati e liberali»

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Possiamo ormai definire completa l’opera di normalizzazione del Movimento 5 Stelle. Appaiono ormai come un ricordo lontano i tempi in cui la creatura politica di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo preannunciava di avere per l’Italia grandi progetti di cambiamento. A partire da quella moneta unica, l’euro, che tanto penalizza l’economia italiana. 

Adesso invece Luigi Di Maio in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’ dichiara che «i 5 Stelle ora sono un Movimento moderato e liberale». Insomma, tanti anni e battaglie per vedere il Movimento definirsi come la tanto vituperata Forza Italia di Silvio Berlusconi. 

Nel corso dell’intervista al quotidiano torinese Di Maio afferma: «Il Movimento è ora su una linea moderata, atlantista, saldamente all’interno dell’UE. Questa evoluzione si può completare con l’ingresso di Conte. L’ex premier, che ha rappresentato questi valori, metta la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi». 

Svolta moderata e liberale, atlantismo, europeismo fideistico, il Movimento 5 Stelle delineato da Di Maio è il partito di cui l’Italia non ha bisogno. Praticamente tutti i partiti dell’arco parlamentare esprimo questi valori pur con diverse sensibilità e sfumature. Davvero l’Italia non ha bisogno dell’ennesimo partito moderato e liberale, proprio come il PD o Forza Italia, e anche Italia Viva di Matteo Renzi. 

In questa fase storica segnata dalla pandemia, con una crisi economica sempre più incalzante e la Troika direttamente in casa impersonata da Mario Draghi, l’Italia avrebbe bisogno di una forza politica grande e organizzata di segno nettamente contrario. Una forza socialista, che punti a recuperare la sovranità perduta dell’Italia, che si proponga di liberare il paese da quella gabbia europea dove Roma langue sotto il tallone di ferro teutonico. 

Il Movimento delineato da Di Maio sembra essere al massimo un’operazione di piccolo cabotaggio politico volta a mantenere certe posizioni politiche raggiunte da alcuni ‘dirigenti’ di questo nuovo M5S ‘moderato e liberale’. 

Una volta si diceva: «Non moriremo democristiani», adesso i militanti pentastellati hanno intenzione di morire da «moderati e liberali»?

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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