L'economia in una situazione di trappola di liquidità

Il problema di credibilità delle Banche centrali è l'opposto di quello che si ritiene comunemente

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L'economia in una situazione di trappola di liquidità

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In un interessante post per il suo Blog The Coscience of a Liberal dal titolo Monetary Policy In A Liquidity Trap, Paul Krugman analizza le implicazioni future delle politiche monetarie intraprese da Fed e Banca centrale del Giappone soprattutto.  Al momento inefficaci in quanto all'interno di quella che Keynes definiva “trappola di liquidità”, secondo Krugman devono essere però mantenute per l'inflazione attesa positiva che genera negli investitori, in grado di tenere basso il tasso d'interesse reale ed incidere positivamente sulla ripresa dell'economia.
Nella situazione attuale, America, Giappone ed Europa sono tutte in una situazione di trappola di liquidità, vale a dire la domanda privata è così debole che anche un tasso di interesse vicino allo zero come quello attuale non determina nessun miglioramento dal lato della produzione ed occupazione. Con i tassi d'interesse che non possono scendere ulteriormente - gli investitori hanno sempre infatti l'opzione di tenere con sé il contante con tassi d'interesse negativi – le operazioni di mercato aperto, con cui la banca centrale copre i debiti a breve con l'immissione di nuova moneta non hanno attualmente effetto, dato che con i tassi d'interesse vicini allo zero, le persone non hanno più il cosiddetto “costo della liquidità” e la nuova immissione di moneta avviene in un mercato saturo. 
La politica monetaria ordinaria non è al momento efficace. Ma, sottolinea Krugman, sbagliano gli economisti che indicano come queste scelte da parte delle banche centrali porteranno inflazione, come dimostra ampiamente la storia del Giappone degli ultimi dieci anni. L'economia non sarà sempre in una situazione di trappola della liquidità e mentre gli investitori non dovrebbero preoccuparsi di quello che la Banca centrale compie in questo momento, dovrebbero farlo per le sue scelte in futuro. Se gli investitori, in altri termini, dovessero ritenere che la Banca centrale manterrà una politica monetaria aggressiva anche ad i primi segnali di ripresa dell'economia, questo comporterebbe una maggiore inflazione attesa, che significa un tasso di interesse reale più basso e quindi un'economia in grado di rafforzare la ripresa.
Nonostante la situazione di trappola della liquidità attuale, quindi, una Banca centrale ha ancora la possibilità di influire sulla ripresa dell'economia. L'ostacolo è che ha un problema di credibilità, opposto da quello che comunemente viene considerato dalla Teoria economica: vale a dire, come dimostrato negli ultimi anni, che al primo segnale di ripresa dell'economia reale cambi strategie con scelte anti inflazionistiche, incidendo negativamente sulla ripresa futura. La speranza, conclude Krugman, è che la Banca del Giappone abbia realmente cambiato ideologia di fondo e sia “credibilmente irresponsabile”. Dall'esperimento giapponese dipenderanno poi anche le scelte di America ed Europa.

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