La Cina sfida le sanzioni statunitensi contro Cuba
Pechino adotterà tutte le misure necessarie per tutelare i diritti e gli interessi legittimi delle proprie aziende, dopo che gli Stati Uniti hanno incluso due imprese cinesi in un nuovo pacchetto di sanzioni legate a Cuba. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, nel corso di una conferenza stampa.
Rispondendo a una domanda in merito, il funzionario ha sottolineato: "La cooperazione tra Cina e Cuba è aperta, trasparente e legittima. La Cina si oppone fermamente alle sanzioni unilaterali illegali, prive di fondamento nel diritto internazionale e non autorizzate dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, così come alla cosiddetta 'giurisdizione a lungo raggio'".
Il portavoce ha inoltre espresso l’opposizione di Pechino ai tentativi di Washington di interferire con la cooperazione del suo Paese con l’isola caraibica e di ostacolarla, ribadendo al contempo il sostegno della Cina agli sforzi de L’Avana volti a salvaguardare la propria sovranità nazionale e a respingere le ingerenze esterne.
«La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle proprie aziende», ha sottolineato Guo.
Da oltre sei decenni, Cuba è soggetta a un embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti.
La pressione da parte della nazione nordamericana si è intensificata nel 2016, con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Il 29 gennaio, il presidente ha firmato un ordine esecutivo che dichiara lo stato di emergenza nazionale in relazione a Cuba, aprendo la strada all'imposizione di dazi sui paesi che forniscono petrolio all'isola. Washington ha giustificato tali misure sostenendo che il governo cubano rappresenti una "minaccia" per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L'Avana ha costantemente respinto queste accuse, avvertendo che difenderà la propria integrità territoriale.
L'ultimo ampliamento delle sanzioni è avvenuto il 5 novembre. Il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti hanno annunciato misure contro otto entità e due individui.
Tra i nuovi bersagli di tali restrizioni figurano due aziende cinesi: la China National Electronics Import and Export Corporation (CEIEC) e la Beijing H&C Technologies.
Il Ministero degli Esteri cubano ha respinto la decisione, affermando che Washington "continuerà a fallire nel suo tentativo" di costringere l'isola a sottomettersi ai propri disegni. Il Ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha descritto le sanzioni come nuove misure di blocco, intese a strangolare l'economia cubana e a infliggere il maggior danno possibile alla popolazione.


