La vera primavera araba: una rivoluzione nel campo dell'educazione

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La vera primavera araba: una rivoluzione nel campo dell'educazione

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Thomas Friedman in First Tahrir sq. Than the education, ricorda l'incontro avuto ad Amman in Giordania con Shaylyn Romney Garrett - fondatrice con il marito di Think Unlimited, associazione che aiuta gli insegnanti giordani ad avere un approccio creativo e moderno nelle loro classi - per sottolineare come la vera primavera araba va combattuta sul campo dell'educazione. I sommovimenti politici sono riusciti ad eliminare i regimi dittatoriali, ma non possono fornire da soli gli strumenti necessari alle giovani generazioni per costruire una società  moderna, cosmopolita ed in grado di approfittare dei benefici della globalizzazione. Risultati che possono essere ottenuti solo con una rivoluzione nel campo dell'educazione.
La primavera araba è stato un evento non religioso, condotto dalle giovani generazioni che non avevano gli spazi, possibilità lavorative ed economiche per appropriarsi del proprio futuro. Questo vulcano d'emozioni ha scosso Egitto, Tunisia, Siria, Yemen e Libia. Nelle prime manifestazioni elettorali, i partiti islamisti hanno approfittato della situazione per conquistare spazi sempre maggiori di potere, ma se questi non saranno in grado di soddisfare le esigenze dei giovani che hanno per primi rotto quelle barricate, prima o poi riesploderanno tumulti. 
Dalia Mogahed, che conduce sondaggi nel mondo arabo per Gallup, sottolinea come da gennaio il supporto per Fratellanza Musulmana ed il partito salafita in Egitto è crollato del 20%. La ragione va proprio ricercata nel fatto che questi partiti hanno mal interpretato la vittoria parlamentare come mandato religioso. In uno degli ultimi  sondaggi, Gallup ha chiesto agli egiziani quale dovevano essere le priorità del nuovo governo. non importa quale partito avessero votato alle elezioni parlamentari e la risposta è stata unanime: “al primo posto lavoro; poi sviluppo economico, sicurezza ed educazione”. Se Fratellanza Musulmana continuerà ad agire come se avesse vinto un mandato ideologico, piuttosto che un voto pragmatico per una buona governance, perderanno il potere. Anche la Burson-Marsteller Arab Youth Survey 2012, rimarca come “Un lavoro con un salario dignitoso ed una casa sono le prime priorità dei giovani del Medio Oriente”. 
L'impostazione formativa dominante ancora oggi nel mondo arabo è “educazione per disoccupati”, piuttosto che “educazione per occupati”. E' la saggia osservazione del capo della McKinsey’s global education practice, Mona Mourshed. “Con un metodo d'insegnamento vecchio di un secolo ed un impostazione che non fornisce agli studenti le competenze necessarie”, la cosa più importante che gli Stati Uniti potrebbero fare per sostenere il successo della primavera araba sarebbe quella di identificare sei o sette campi di lavoro —ad esempio tessile, servizi e settore manifatturiero — per stabilire corsi in grado di fornire le reali competenze pratiche.
La conclusione di Friedman in questo saggio è illuminate ed amara al tempo stesso. Il columnist del NYT utilizza la recente notizia dell'uccisione del numero 2 di Al-Qaeda con l'utilizzo di un drone, per sottolineare come il “mondo è sicuramente un posto migliore adesso, ma se non riconvertiamo i nostri aiuti al mondo arabo dalle armi all'educazione, avremo sempre un numero due di Al-Qaeda da uccidere”. 

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