La grande bufala: dal "disegnino" di Rovelli al G20 brasiliano

15322
La grande bufala: dal "disegnino" di Rovelli al G20 brasiliano

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Era il marzo del 2023 quando il fisico Carlo Rovelli, durante la trasmissione Piazza Pulita (La7), spiegò con un semplice disegno su di un fogliettino al giornalista Corrado Formigli, come un paziente maestro a un testardo bambino, come il racconto occidentale sulla guerra tra Russia e Ucraina non fosse condiviso dal resto del mondo. Così si espresse: “Ci stiamo raccontando una storia, siamo come in una bolla, con la comunità internazionale, i buoni e i cattivi, ma vede – e si appresta a fare un semplice disegno – quella che noi appunto chiamiamo comunità internazionale è quel pezzettino che se la racconta mentre altri 6 miliardi di persone, che vivono anche in grandi democrazie come India e Brasile, non credono alla nostra storia a come la raccontiamo noi”. 

Grazie al noto studioso, per poco tempo si aprì una crepa nella rappresentazione tutta di parte della guerra e dei rapporti internazionali. Un piccolo squarcio, appunto, una breve boccata d'ossigeno nell'asfissiante melma della propaganda. Quella dell'isolamento russo nella comunità internazionale è nulla più di una “falsa notizia”, ampiamente dimostrata anche in tempi recentissimi. Il riferimento è all'ultimo vertice del G20 – molto più rappresentativo del ristretto club del G7 – svoltosi in Brasile che ha prodotto un documento il cui punto 9, dedicato proprio alla guerra in corso tra Russia e Nato, per interposta Ucraina, la prima non viene neppure definita come aggressore. Ecco il testo completo:

“Per quanto riguarda specificamente la guerra in Ucraina, ricordando le nostre discussioni a Nuova Delhi, evidenziamo la sofferenza umana e gli impatti aggiuntivi negativi della guerra in merito sicurezza alimentare ed energetica globale, alle catene di approvvigionamento, alla stabilità macrofinanziaria, inflazione e crescita. Diamo il benvenuto a tutte le iniziative pertinenti e costruttive che supportano una pace globale, giusta e duratura, sostenendo tutti gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite per la promozione di relazioni pacifiche, amichevoli e di buon vicinato tra nazioni.”

Per arrivare alla pace, quindi a una soluzione negoziale,  ed evitare quindi la combustione termonucleare sul Vecchio Continente, sarebbe bene che i nostri ceti dirigenti facessero prima di tutto “pace” con la cruda realtà dei rapporti internazionali.

 

Diego Angelo Bertozzi

Diego Bertozzi

Diego Bertozzi

Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano e in Filosofia e Scienze filosofiche all'Università degli Studi di Verona, si occupa da tempo di storia del movimento operaio e di Cina. Ha pubblicato per Diarkos  "La nuova via della seta. Il mondo che cambia e il ruolo dell'Italia nella Belt and Road Initiative" (2019)
 
 
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti