INTERVISTA ESCLUSIVA A ROGER WATERS: “HEY, THATCHER, LEAVE THE CARIATI KIDS ALONE!”

QUEL KEYNESIANO DI ROGER WATERS....

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INTERVISTA ESCLUSIVA A ROGER WATERS: “HEY, THATCHER, LEAVE THE CARIATI KIDS ALONE!”

 

di Federico Greco e Mirko Melchiorre – registi di "C'era una volta in Italia: Giacarta sta arrivando"


Il neoliberismo dice: “Dobbiamo rimuovere tutte le regole”. È quello che hanno venduto al mondo quei folli maniaci di Milton Friedman, Reagan e Thatcher. Esattamente ciò che è stato imposto al Cile nel 1973 (NdA: e all’Indonesia nel 1965), con l’esercito e il sangue. Per questo il termine “Giacarta” deve entrare nel lessico, per ricordarci di ciò che “noi” occidentali abbiamo fatto a questi paesi perché non ci piacevano i progressi di quegli stati verso una società più giusta.

Quando intervistammo Roger Waters per il nostro film “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando”, nel dicembre del 2021, l’occupazione dell’ospedale pubblico da parte dei ragazzi di Cariati era in un momento morto. La stampa nazionale si era occupata molto di loro un anno prima, attratta dalla novità e dalla possibilità di fare audience per ingrassare le casse degli editori grazie agli spot pubblicitari, e poi era sparita nel nulla. Come sempre.

Durante la lunga chiacchierata con il co-fondatore dei Pink Floyd, gli raccontammo dell’impresa epica di Mimmo, Cataldo, Michele e gli altri occupanti. Roger ne rimase molto colpito, perché sa bene cosa significa la privatizzazione della sanità pubblica visto che quella del suo paese di origine, la Gran Bretagna, è iniziata anche lì decenni fa prima con il leader consevatore Cameron e oggi con quello del Labour, il cui leader Keir Starmer, in piena continuità con Blair, ha assunto il compito di eseguire il dettato neoliberista. Una parabola criminale simile a quella del PD in Italia.

Waters fu d’accordo nel lanciare un appello a favore dell’occupazione dell’ospedale: “Aprite l’ospedale di Cariati, SUBITO!” disse a favore delle nostre telecamere.

Quando lanciammo la breve clip sui social, fu il panico. Finì su tutti i giornali e sui TG nazionali, e le istituzioni locali calabresi iniziarono ad agitarsi come formiche. Mimmo e gli altri ricevettero telefonate anche alle 4.00 del mattino da parte di dirigenti vari che, secchi, chedevano loro: “Cosa volete?”.

Dopo alterne vicende e un altro anno di lotta, oggi sembra che l’ospedale stia davvero per riaprire. È  arrivata una TAC, sono state fatte assunzioni, l’attenzione della politica è di nuovo aumentata e pare che il famigerato Decreto 64 stia per essere modificato, facendo così entrare l’ospedale nel piano sanitario 2022-2024. Il 9 febbraio scorso, su La7 (Piazza Pulita), Occhiuto ha confermato per l’ennesima volta, pubblicamente, che «Gli Ospedali di Trebisacce, Cariati e Praia a Mare saranno definitivamente riaperti. Furono erroneamente chiusi». Tutto molto bello ma: “erroneamente”?! Cos’è, uno scherzo? Chi pagherà per le decine di migliaia di morti che la chiusura degli ospedali ha creato, “erroneamente”? Magari chi li ha chiusi? Forse lo stesso Occhiuto, tra gli altri?

«Dovrebbe essere Roberto Occhiuto in primis a rispondere del fatto che in Calabria mancano medici, infermieri, che 18 ospedali sono ancora chiusi e che, negli ultimi giorni, complice il covid, per sostituire medici ammalati a loro volta si sia costretti a togliere personale ad altri ospedali». Lo afferma in una nota il candidato presidente Luigi de Magistris. «Occhiuto, infatti, eletto deputato nel 2008 con l’Udc, nella maggioranza di governo di centrodestra, da Roma avrebbe potuto e dovuto trovare ogni tipo di soluzione per evitare il piano di rientro dal debito sanitario, deciso dall’ex presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti. Invece, l’onorevole Occhiuto quando Scopelliti presentava lo smantellamento della sanità pubblica calabrese, nel gremito “Teatro Morelli” di Cosenza, era lì seduto in prima fila a battere soddisfatto le mani» si legge nel comunicato stampa. https://www.youtube.com/watch?v=yI5skAUoKFY

Seguono alcuni passaggi, perlopiù inediti, tratti dall’intervista per il film.

La faccenda del lockdown è una stronzata, per quello che ha fatto in particolare ai meno privilegiati dei paesi poveri. Perché Big Pharma non ha rilasciato gratuitamemte i brevetti per consentire una vaccinazione anche nei paesi del terzo mondo? Ve lo dico io: perché Big Pharma “possiede” gli Stati! E i governi occidentali sono lì specificamente per supportare gli interessi dei grandi capitali. Sto perlando degli USA, dell’Inghilterra, della Francia, della Germania. E dell’Italia, che ormai ha virato selvaggiamente a destra (NdA: Waters sta parlando mentre al governo c’era Mario Draghi).

Se Giacarta sta arrivando anche da noi? Dio, spero di no! (Non che dio esista). Ma voi riuscite a immaginare qualcuno che oggi vi bussi alla porta e dica: “Sei un comunista?” “Sì”. BANG!. Io sì, riesco a immaginarlo. Tutti i regimi totalitari sono iniziati facendo fuori i comunisti, i nomadi, gli ebrei. E poi finiscono col voler uccidere chiunque sia malato o abbia dei geni cattivi.

Purtroppo i regimi neoliberisti stanno avendo sempre più successo. La gente crede nella stronzata della Trickle Down Economics(1). Nel mio paese, gli USA, tutti credono che grazie alla deregolamentazione e al capitalismo chiunque possa diventare Jeff Bezos! Pensano che Bezos, Zuckerberg, Gates, quel folle figlio di puttana di Elon Musk… siano eroi! Questi figli di puttana detengono, in paradisi off-shore, 62 mila miliardi di dollari. Immaginate cosa si potrebbe fare con quella cifra per la popolazione mondiale. È questo, quello che genera quella cazzo di trickle down! E ovviamente non lasciano sgocciolare neppure una goccia di quella ricchezza. Non gliene frega niente di usarli per dare sollievo al dolore di centinaia di miliondi di persone. No. Se li tengono stretti. “Sono miei, miei!” (imita Gollum). Sono filantrocapitalsti, altro che filantropi. Sono ingabbiati nel loro ego smisurato.

Il neoliberismo infatti dice: “Dobbiamo rimuovere tutte le regole”. È quello che hanno venduto al mondo quei folli maniaci di Milton Friedman, Reagan e Thatcher. Esattamente ciò che è stato imposto al Cile nel 1973 (NdA: e all’Indonesia nel 1965), con l’esercito e il sangue. Per questo il termine “Giacarta” deve entrare nel lessico, per ricordarci di ciò che “noi” occidentali abbiamo fatto a questi paesi perché non ci piacevano i progressi di quegli stati (Cile, Indonesia) verso una società più giusta. E il modo per esprimere la nostra disapprovazione è di ucciderli tutti. Questo, è Giacarta. Sta diventando un concetto popolare.

La morte della sanità pubblica inglese, per mano del capitalismo neoliberista e di quel cazzo di Milton Friedman e della sua Scuola di Chicago, è la storia tragica della mia vita. In un documentario di John Pilger, The Dirty War on the NHS (La sporca guerra contro il Servizio Sanitario Inglese, 2019) (2), un’infermiera di cinquant’anni racconta il passaggio del suo ospedale in mano a una corporation. La prima cosa che fecero fu una riunione di tutto il personale: “Adesso che è privatizzato l’ospedale potrà finalmente funzionare”, disse il direttore delle risorse umane. “Tutto ciò che è statale non funziona mai, è uno spreco di soldi. Perciò adesso si inizia a fare sul serio”. La cosa andò avanti per due anni. Il capo dell’ospedale se ne andò con diversi milioni di dollari, l’ospedale iniziò ad andare molto male, rischiando di non centrare il profitto immaginato. Perciò si stabilì che l’obiettivo dovesse essere di liberare i posti letto il più possibile. Nient’altro! Nulla a che vedere con la salute. Bisognava fare iln modo che ci fosse il più veloce turn over di pazienti possibile. “Se necessario buttateli in mezzo alla strada se non pagano”, disse il nuovo responsabile del personale. “Ma siamo nel pieno dell’inverno!” “Non ce ne frega un cazzo”. L’infermiera esplose in un pianto a dirotto. Era il lavoro della sua vita, ne era orgogliosa, amava andare al lavoro per aiutare le persone. Si sentiva parte di uno sforzo nazionale e collettivo. E glielo avevano strappato via. Da lei e da tutti. Io sono nato poco prima del “piano Beverdige” che servì a istituire il nostro National Health System.

Per questo ritengo la sua storia, che coincide con la mia esistenza, la più grande tragedia della mia vita.

  • Teoria Economica dello Sgocciolamento. Una locuzione usata per criticare la cosiddetta Supply-side economics. L'economia dell'offerta è una teoria macroeconomica che sostiene che la crescita economica può essere favorita nel modo più efficace riducendo le tasse, diminuendo la regolamentazione e consentendo il libero scambio. Secondo l'economia dell'offerta, i consumatori beneficeranno di una maggiore offerta di beni e servizi a prezzi più bassi e l'occupazione aumenteràLe politiche fiscali dal lato dell'offerta sono progettate per aumentare l'offerta aggregata, al contrario della domanda aggregata, espandendo così la produzione e l'occupazione e abbassando i prezzi. Insomma, dal punto di vista del pensiero keynesiano e post-keynesiano, l’economia dell’offerta è una vera e propria bestemmia perché favorice l’economia della scarsità impedendo ai governi di investire a deficit per aumentare la domanda. Infatti l'economia dell'offerta si è sviluppata in risposta alla stagflazione degli anni '70 e si è basata su una serie di pensieri economici non keynesiani, tra cui la Scuola di Chicago e la Nuova Scuola Classica.

  • https://www.youtube.com/watch?v=4630HGs5eVc. La visione è sconsigliata a chi non ha il cuore forte.

 

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alcune delle prossime proiezioni del film:


14 febbraio ore 20.30 
TORINO Cinema Massimo
Con Roger Waters in collegamento live
e i registi
in collegamento Roger Waters

15 febbraio ore 21.00 
SOCI (AR) Cinema Italia
con i registi

18 febbraio ore 16.00 
MODENA Cinema Astra
con i registi
 
20 febbraio ore 21.00 
VARESE Teatro Nuovo
con Vittorio Agnoletto,
Pietro Ratto e i registi

22 febbraio ore 18.30 
PISA Cinema Arsenale
con i registi
 
24 febbraio ore 21.00 
FOLIGNO (PG) Palazzo Trinci

25 febbraio ore 20.00
MESSINA Cinema Apollo
con i registi

27 febbraio ore 20.00
UDINE Cinema Visionario
con i registi

27 febbraio ore 20.30
GENOVA Cinema Sivori
con i registi

28 febbraio
PALERMO Rouge et noir

10 aprile 
PERUGIA PostModernissimo

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