Presidente Meloni: chiarisca e ci adegueremo

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Presidente Meloni: chiarisca e ci adegueremo

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di Michelangelo Severgnini


Un caro saluto e ben ritrovati a tutti gli ascoltatori e ascoltatrici di Radio Gaza. Dopo una sosta obbligata da motivi famigliari, siamo felici di riprendere oggi, sebbene eccezionalmente di sabato, inaugurando questo nuovo anno 2026, che speriamo sia un anno di Amore e di Pace, ma, in subordine, nel caso, anche di Resistenza.

Resistenza, appunto. Di punto in bianco negli ultimi giorni ci siamo ritrovati orfani di una parola che avevamo scelto persino per accompagnare il titolo di “Radio Gaza”. 

Quali “cronache dalla Resistenza” se “ la resistenza” è l’isola che non c’è, secondo il governo italiano.

Eppure, da bravi scolari, pensavamo di puntare sul sicuro: l’argomento a piacere era quello giusto, per una Repubblica nata proprio dalla Resistenza. Pensavamo di parlare delle nostre radici.

Ma ci siamo sbagliati, evidentemente. Siamo capitati al contrario sull’argomento tabù.

Di mamma Resistenza non si può parlare.

Secondo il governo italiano infatti, quella palestinese non è mai una resistenza e anche se lo potrebbe essere secondo qualcuno, vedi i paraculi della sinistra italiana di palazzo, comunque quella di Hamas non lo è mai: la Resistenza come un pranzo di gala.

Avanti con questa favola, si scopre che qualcuno mandava soldi a Hamas anziché alla povera popolazione sofferente della Striscia. Almeno, così sostengono informative di parte provenienti dall’estero presentate come prove.

Sulla questione ci siamo espressi preventivamente diversi mesi fa, se qualcuno se lo ricorda. Qui a Radio Gaza abbiamo raccontato infatti, attraverso le voci dei protagonisti, come quella a Gaza sia una resistenza popolare.

In concreto, cosa significa? Significa che non ci sono mercenari stranieri a tenere sotto scacco una popolazione inerme con il terrore delle armi. Non ci sono combattenti da una parte e i civili dall’altra.

Significa che chi combatte all’interno della Striscia proviene da quelle stesse famiglie che stanno morendo di fame. E sta lui stesso morendo di fame.

Come possiamo spiegare? Vediamo… Avete presente la Resistenza dei partigiani italiani che si rifornivano ed erano protetti dalla popolazione civile? 

Ops… Ci è scappata ancora questa parola. E’ più forte di noi. Del resto, non c’è altro modo altrimenti per capirsi.

E quindi che si fa? Per estirpare una resistenza popolare, come imparò bene il Regio Esercito Italiano impegnato nella colonizzazione della Libia o la Wehrmacht in Italia tra il 1943 e il 1945, c’è una sola strategia possibile: isolare, affamare, deportare e sterminare tutti indistintamente.

Il Regio Esercito Italiano ci riuscì, grazie a diversi traditori libici. La Wehrmacht implose e si ritirò.

Chiediamo quindi ufficialmente al governo italiano quali siano le linee guida previste da seguire per i tempi che vengono. 

Un civile che sta morendo di fame e di freddo che si trovasse all’interno di una zona di guerra circondata com’è la Striscia di Gaza, ma che fosse fratello, sorella, madre, padre, figlio, figlia di un partigiano palestinese di Hamas, va aiutato, anche se poi questi, in quanto fratello, sorella, madre, padre, figlio o figlia, finirà inevitabilmente per aiutare il proprio congiunto, oppure va fatto morire di fame lì dov’è?

E’ questa ambiguità che ci fa diventar pazzi a noi di Radio Gaza.

Presidente Meloni, lasci stare le polemiche pro-Pal, le piazze, le accuse incrociate di fascismo e di terrorismo. Noi non abbiamo mai adulato quelle piazze. Noi siamo gente semplice, ma pragmatica. A noi gli slogan non sono mai piaciuti. A noi interessa essere utili. Pertanto ci dica: li lasciamo morir di fame questi bambini o è consentito inviare valuta a Gaza, correndo il rischio che una pagnotta poi finisca tra i denti dei loro padri e vedi mai che tra questi ci sia anche un membro di Hamas? Chiarisca e noi ci adegueremo.

Non faremo storie. Siamo consapevoli di essere poveri cittadini di un Paese vassallo di un impero  ormai al tramonto, e facciamo quel che possiamo. Siamo nati nella parte di mondo, minoritaria per altro, dove non è consentito usare più la parola Resistenza? E pazienza. Lo promulghi per legge e ci adegueremo.

 

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

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