Il cambiamento climatico, il peggior pericolo per il Medio Oriente

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Il cambiamento climatico, il peggior pericolo per il Medio Oriente

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Thomas Friedman, in The Other Arab Spring, sostiene che la primavera araba non è stata motivata solo da ragioni politiche ed economiche, ma hanno inciso anche le questioni climatiche e di sovrappopolazione. Non è ironico, si chiede il Columnist del Nyt, che la primavera araba sia partita in Tunisia da un venditore abusivo di frutta, in un momento in cui i prezzi degli alimentari hanno toccato un nuovo record? E in Siria dal villaggio di Dara’a, dove i contadini rivendicavano il diritto di vendere e comprare la terra, senza dover passare per corrotti ufficiali governativi? E in Yemen — il primo paese al mondo a rischio esaurimento d'acqua — le proteste sono nate contro la gestione corrotta delle risorse idriche? 
Secondo Francesco Femia e Caitlin Werrell, in un report pubblicato recentemente per il Center for Climate and Security di Washington, i cambiamenti sociali, economici ed ambientali hanno eroso il contratto sociale tra cittadini e governo in Siria. Nel periodo 2006-11, notano i due autori, più del 60% delle terre siriane hanno dovuto fronteggiare uno dei periodi di siccità e mancanza di raccolti peggiori nella storia del paese, costringendo alla fame un milione e trecento mila persone e forzando più di 800 mila siriani a lasciare le campagne per andare nelle città a cercare lavoro. “Se le stime ambientali sono corrette, la situazione in Nord Africa e Medio Oriente peggiorerà progressivamente, creando instabilità ed incentivi per risposte autoritarie,” sostiene Femia.  Secondo Nafeez Mosaddeq Ahmed, direttore esecutivo dell'Institute for Policy Research and Development con sede a Londra, 12 dei 15 paesi con minori risorse d'acqua al mondo— Algeria, Libia, Tunisia, Giordania, Qatar, Arabia Saudita, Yemen, Oman, Arabi Emirati Uniti, Kuwait, Bahrain, Israele e Palestina — sono in Medio Oriente, e dopo tre decadi di crescita della popolazione questi paesi peggioreranno le loro scorte. Infine, secondo uno studio del Ministero della difesa inglese “entro il 2030 la popolazione del Medio Oriente aumenterà del 132%”. Più bocche da sfamare e meno acqua da bere. 
Lester Brown, presidente dell'Earth Policy Institute e autore di “World on the Edge,” ha affermato che le reali minacce alla sicurezza oggi sono il cambiamento climatico, la crescita della popolazione, la scarsità d'acqua, l'aumento del prezzo del cibo e dei failed states.  Modificando la celebre frase di Leon Trotsky - “puoi non essere interessato nella guerra, ma la guerra è interessata a te.” - in potresti non essere interessato nel cambiamento climatico, il cambiamento climatico è interessato a te, Friedman conclude che l'impegno degli Stati Uniti nella regione deve essere quello di investire nel processo democratico, ma anche di finanziare infrastrutture volte a rendere questi paesi in grado di gestire in modo indipendente i cambiamenti ambientali e le risorse idriche.

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