Guerra USA-Iran, Pechino frena l'escalation: 'La forza non serve a nessuno'
Mercoledì la Cina ha dichiarato che l'uso della forza militare "non è appropriato", esortando Stati Uniti e Iran ad avviare un dialogo mentre le due nazioni continuano a scambiarsi attacchi aerei di rappresaglia.
"Riaccendere le fiamme della guerra non serve agli interessi di nessuno", ha affermato a Pechino la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning.
La presa di posizione cinese giunge dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato una nuova ondata di raid contro l'Iran, colpendo oltre 80 obiettivi. L'operazione statunitense è scattata come "risposta immediata agli attacchi iraniani contro le navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz".
Immediata la replica di Teheran. Secondo l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha lanciato un'offensiva con missili e droni contro 85 siti militari statunitensi. Tra i target figurano il porto di Salman, il quartier generale della Quinta Flotta della Marina USA in Bahrein e la base aerea di Ali Al-Salem in Kuwait.
Di fronte alla gravità dell'escalation, Pechino ha ribadito la linea della diplomazia: "Le misure militari non sono adeguate", ha rimarcato la portavoce Mao Ning. "Esortiamo le due parti a risolvere la controversia attraverso i negoziati, a rispettare il Memorandum d'intesa di Islamabad e a evitare la forza". Il riferimento è al patto siglato il mese scorso dai presidenti di Iran e Stati Uniti, che prevede 60 giorni di trattative per raggiungere un accordo di pace permanente.


