Fabio Massimo Parenti - I principali traguardi economici della Cina

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di Fabio Massimo Parenti - Crionline

 

Nel 1949, la Cina era ancora uno Paese povero. Oggi, 75 anni dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, è la seconda economia più grande del pianeta – la prima dal 2014 quando il PIL è calcolato col metodo della parità di potere d’acquisto – nonché un attore fondamentale nella governance globale.

La leadership cinese ha affrontato e superato numerose sfide. Spinta dal forte desiderio di sviluppo comune, in nome di una comunità umana dal futuro condiviso, e ben consapevole che i suoi interessi sono fortemente interconnessi con quelli dell'umanità intera, la Cina ha inoltre condiviso con il resto del pianeta i suoi traguardi e le sue conoscenze portando prosperità in campo internazionale. Numerosi sono i traguardi economici raggiunti, gli stessi che oggi vengono ammirati, studiati e analizzati da altri Paesi che sognano di percorrere lo stesso percorso cinese.

Non c'è nessun segreto dietro al successo economico della Cina. Al contrario, il cambio di passo del Paese è frutto delle graduali riforme e aperture adottate dal Partito Comunista Cinese; bilanciando sviluppo interno ed integrazione internazionale. Da questo punto di vista, uno dei migliori risultati ottenuti da Pechino, nel 2021, coincide con lo sradicamento della povertà assoluta con ben 10 anni di anticipo rispetto al previsto, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite (ONU). Nello specifico, la Cina ha dichiarato di aver sollevato circa 800 milioni di persone dalla povertà assoluta, incrementando, nel contempo, il numero di cittadini nella fascia di reddito medio, che ha superato 400 milioni di persone. Secondo gli studiosi di settore, tutto ciò ci parla di un unicum nella storia della civiltà umana, con implicazioni di vasta portata per la governance globale dei diritti umani. Non solo: adesso la Repubblica Popolare Cinese è un Paese a reddito medio-alto ed è sulla buona strada per diventare il più forte motore di crescita a livello mondiale, con il suo contributo al PIL globale che nell’ultimo anno si è attestato intorno a oltre il 30%.

A proposito di PIL, nel 2023 l'economia statunitense è cresciuta del 2,5% mentre quella cinese del 5,2%. In sostanza, la Cina è cresciuta più del doppio rispetto agli Usa, anche se i media occidentali hanno versato fiumi di inchiostro per sostenere la tesi secondo cui è in atto “una profonda crisi in Cina” e che “l'economia statunitense sta andando incredibilmente bene”. Sulla base del PIL pro capite, il divario di crescita è ancora più ampio: 5,4% registrato in Cina rispetto al 2% negli Stati Uniti. Come gigante economico globale di primo piano, dunque, il PIL della Repubblica Popolare Cinese è cresciuto in maniera consistente, a conferma di un'ascesa sostenuta da una efficace politica di apertura graduale e bilanciata.

In tutto questo, il Paese ha continuato ad integrare nel proprio sistema nazionale molte aziende straniere, che seguitano ad investire sul suo territorio. Secondo la National Science Foundation, inoltre, la Cina ha superato gli Usa nei brevetti scientifici e nei report pubblicati, a dimostrazione della ferma volontà della Repubblica popolare ad investire sempre più nello sviluppo tecnologico, sulla strada della modernizzazione con caratteristiche cinese (ovvero adeguata alle peculiarità della sua struttura demografica e delle sue caratteristiche culturali). Al riguardo è interessante sottolineare i risultati di una ricerca dell'Australian Strategic Policy Institute, da cui si evince che al 2023 la Cina si trovava davanti agli Stati Uniti in 37 delle 44 aree della tecnologia (comprese aree critiche come nanofabbricazione, 5G e robotica), con un numero di brevetti nell'intelligenza artificiale sei volte superiore.

Per concludere, la Cina è divenuta un protagonista di assoluto rilievo nel panorama strategico globale, e sta svolgendo un ruolo enorme nell'economia internazionale, essendo primo partner commerciale di oltre 150 Paesi e regioni. Per quanto riguarda le infrastrutture, la BRI proposta da Pechino nel 2013 ha fin qui attratto almeno tre quarti dei Paesi del pianeta e oltre 30 organizzazioni internazionali. Il progetto ha avviato migliaia di progetti di cooperazione, portando alla creazione di centinaia di migliaia di opportunità lavorative. In relazione a queste azioni si stima che circa 40 milioni di persone siano state sollevate dalla povertà al di fuori del territorio cinese. Insomma, lo sviluppo della Cina negli ultimi 75 anni è stato una benedizione per lo sviluppo globale, la prosperità e la pace.

 

* L'autore Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia

 

 

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