Cosa accadrebbe in Argentina con la dollarizzazione proposta da Milei?

Cosa accadrebbe in Argentina con la dollarizzazione proposta da Milei?

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Il candidato de La Libertad Avanza (LLA), il fanatico ultraliberista Javier Milei, ha confermato durante il dibattito presidenziale prima del ballottaggio presidenziale in Argentina (previsto domenica 19 novembre) che sosterrà le sue due principali proposte elettorali in materia economica: la dollarizzazione dell'economia e la chiusura della Banca Centrale. Lo ha fatto presentando le sue idee di politica economica e monetaria nel caso in cui fosse eletto capo dello Stato domenica prossima, e si trattava di iniziative che erano state messe in discussione dopo il riavvicinamento avuto con Mauricio Macri e Patricia Bullrich dopo il 22 dicembre. Infatti, davanti al risultato sorprendete del peronista Massa autore di un grande recupero, Milei che imbracciava la motosega e diceva di voler fare a pezzi la cosiddetta ‘casta’, ha poi deciso di stringere all’alleanza proprio con una parte di essa rappresentata da Macri e Bullrich.

“Dollarizzerete l'economia oppure no?” ha insistito più volte Sergio Massa con Milei durante il blocco di dibattito incentrato sull'economia. Dopo diversi tentativi, il libertario ha ammesso: “Sì, dollarizzeremo l’economia. Chiuderemo la Banca Centrale. "Metteremo fine al cancro dell'inflazione", ha detto, anche se a differenza di altre occasioni si è astenuto dal fornire dettagli o spiegare come funzionerebbe il meccanismo di sostituzione del peso con la valuta nordamericana.

Problemi e danni derivanti dalla dollarizzazione

Ma questa misura potrebbe davvero portare dei benefici per l’Argentina? La dollarizzazione, ovvero l’adozione di una valuta estera come unica moneta a corso legale, può comportare una serie di problemi, danni ed effetti collaterali per un’economia. Uno dei problemi principali è la perdita di controllo sulla politica monetaria. Quando un paese dollarizza, perde il potere di manipolare i propri tassi di interesse, tassi di cambio e offerta di moneta, poiché queste decisioni sono ora determinate dalla banca centrale estera. Questa perdita di autonomia può limitare la capacità di un Paese di rispondere alle condizioni economiche interne, potenzialmente esacerbando gli squilibri economici e aumentando la vulnerabilità agli shock esterni.

Un altro problema legato alla dollarizzazione è il potenziale di stagnazione economica o deflazione. Una volta che un paese si dollarizza, perde la capacità di svalutare la propria valuta per aumentare la competitività sui mercati internazionali. Un tasso di cambio fisso con il dollaro può rendere le esportazioni del paese più costose, portando a un calo dei proventi delle esportazioni. Inoltre, la dollarizzazione può anche provocare pressioni deflazionistiche se il tasso di cambio fisso è troppo elevato rispetto ai livelli dei prezzi interni. Ciò può danneggiare le imprese e i consumatori poiché i prezzi e i salari diminuiscono, portando a una diminuzione dell’attività economica e degli investimenti.

Inoltre, la dollarizzazione può avere effetti negativi sulle industrie nazionali. Man mano che la valuta locale diventa obsoleta, le imprese e gli individui locali potrebbero incontrare difficoltà nell’ottenere prestiti denominati in dollari. Le banche potrebbero diventare più riluttanti a concedere prestiti a causa dei maggiori rischi di cambio, con conseguente accesso limitato al credito e investimenti ridotti. Inoltre, la dollarizzazione può anche portare a una perdita di intermediazione finanziaria, poiché il settore bancario nazionale potrebbe ridursi o essere sostituito da banche estere, riducendo la disponibilità di credito e di servizi finanziari.

Infine, la dollarizzazione può creare disuguaglianze e problemi sociali. L’uso di una valuta estera tende ad avvantaggiare coloro che hanno accesso a beni o redditi esteri, come individui facoltosi o grandi aziende. D’altro canto, gli individui a basso reddito e le piccole imprese, che operano prevalentemente nell’economia nazionale, potrebbero incontrare difficoltà nell’adattarsi a un sistema di valuta estera. Ciò può portare ad un aumento della disuguaglianza di reddito e delle divisioni sociali, esacerbando ulteriormente le tensioni economiche e sociali.

Quindi, in ultima analisi, sebbene la dollarizzazione possa offrire teoricamente alcuni vantaggi come una maggiore stabilità dei prezzi e una maggiore credibilità del sistema monetario, comporta soprattutto una serie di problemi, danni ed effetti collaterali. Questi includono la perdita del controllo della politica monetaria, la stagnazione economica o la deflazione, gli effetti negativi sulle industrie nazionali e la disuguaglianza tra la popolazione. I politici come il fanatico ultraliberista Javier Milei che contemplano la dollarizzazione dovrebbero considerare attentamente queste potenziali conseguenze e valutarle rispetto ai benefici prima di prendere una decisione così critica per le loro economie.

I vantaggi della dedollarizzazione in un mondo che vira verso in un sistema multivaluta

La proposta chiave del programma di Milei appare alquanto vetusta e fuori tempo massimo quando negli ultimi anni c’è una tendenza crescente da parte dei paesi a prendere in considerazione la de-dollarizzazione, che si riferisce al processo di riduzione della dipendenza dal dollaro USA come valuta globale dominante. Questa idea ha guadagnato terreno a causa di varie preoccupazioni come la volatilità del dollaro, il privilegio che offre agli Stati Uniti, la necessità di una maggiore stabilità nel sistema finanziario globale e soprattutto l’utilizzo da parte degli Stati Uniti della propria moneta come arma di ricatto verso governi non allineati ai desiderata di Washington. Mentre il mondo si imbarca in un sistema multivaluta, è possibile prevedere diversi vantaggi derivanti dalla dedollarizzazione.

In primo luogo, la dedollarizzazione promuove un’economia globale più equilibrata. Il predominio del dollaro USA nel commercio internazionale ha dato agli Stati Uniti un vantaggio significativo in termini di controllo dei flussi finanziari globali. Questo privilegio consente al governo degli Stati Uniti di imporre sanzioni economiche unilaterali, creando difficoltà economiche per i paesi presi di mira. Riducendo la dipendenza dal dollaro e aumentando l’uso di altre valute, come lo yuan o anche una valuta digitale come Bitcoin, il potere economico globale può essere distribuito in modo più uniforme, promuovendo un sistema finanziario internazionale più equo e inclusivo.

In secondo luogo, la dedollarizzazione fornisce protezione contro i rischi del tasso di cambio. Con la fluttuazione del dollaro, i paesi che dipendono fortemente da esso per il commercio e le riserve estere possono affrontare sfide significative e persino crisi economiche. L’eccessiva dipendenza dal dollaro può esacerbare le vulnerabilità economiche, come testimoniato durante la crisi finanziaria asiatica del 1997-98. Diversificando le valute, i paesi possono proteggersi dalle fluttuazioni valutarie e ridurre i rischi associati a un’unica valuta dominante, migliorando la stabilità economica e la resilienza.

In terzo luogo, la dedollarizzazione promuove la sovranità finanziaria. Molti paesi fanno spesso affidamento sul dollaro per le loro transazioni internazionali e per le riserve a causa della stabilità e della comodità che offre. Tuttavia, questa dipendenza può minare la sovranità economica di un paese, poiché diventa soggetto alla politica monetaria e alle decisioni economiche degli Stati Uniti. La dedollarizzazione consente ai paesi di riprendere il controllo sulla propria politica monetaria, riducendo l’influenza esterna e consentendo un processo decisionale economico più indipendente.

Inoltre, la dedollarizzazione incoraggia l’innovazione finanziaria. L’attuale sistema finanziario globale è altamente centralizzato e il dollaro gioca un ruolo dominante. Ciò limita la possibilità che le valute alternative emergano e prosperino. La dedollarizzazione creerebbe opportunità per nuove forme di valuta, come le valute digitali o le valute di riserva regionali, per acquisire importanza. Questa diversificazione può promuovere progressi tecnologici e innovazioni finanziarie che potrebbero avvantaggiare vari paesi e regioni.

Infine, l’allontanamento dalla moneta statunitense promuove la cooperazione economica tra le nazioni. Il sistema monetario internazionale è stato storicamente dominato dagli Stati Uniti, creando tensioni e squilibri tra i paesi. Riducendo la dominanza del dollaro, un sistema multivaluta può incoraggiare una maggiore collaborazione e cooperazione economica tra le nazioni. Ciò potrebbe portare allo sviluppo di istituzioni finanziarie internazionali più rappresentative e inclusive, favorendo una relazione economica più equilibrata e cooperativa tra i paesi.

La dedollarizzazione in un mondo che si imbarca in un sistema multivaluta porta numerosi vantaggi. Promuove un’economia globale più equilibrata, protegge dai rischi del tasso di cambio, rafforza la sovranità finanziaria, incoraggia l’innovazione finanziaria e favorisce la cooperazione economica tra le nazioni. Sebbene la dedollarizzazione possa richiedere un’attenta pianificazione e coordinamento tra i paesi, il suo potenziale nel creare un sistema finanziario globale più stabile, equo e resiliente la rende un obiettivo prezioso che vale la pena perseguire.

Al contrario di quanto sostiene il fanatico Milei è la dedollarizzazione quella strada che può avere diversi benefici significativi per l’economia argentina. Uno dei principali vantaggi è che riduce la dipendenza del Paese dal dollaro statunitense, il che può aiutare a mitigare la volatilità e i rischi associati alle fluttuazioni dei tassi di cambio. Promuovendo l’uso della valuta locale, il peso argentino, il governo può avere un maggiore controllo sulla politica monetaria e può stimolare la crescita economica interna. Ciò può anche contribuire a ridurre le pressioni inflazionistiche, poiché un’economia de-dollarizzata è meno vulnerabile ai fattori esterni che possono far salire i prezzi. Inoltre, la dedollarizzazione può incoraggiare gli investitori stranieri ad avere maggiore fiducia nell’economia argentina, poiché dimostra l’impegno del governo per la stabilità e la crescita a lungo termine. Questo può portare a un aumento degli investimenti diretti esteri, alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo economico complessivo del paese.

Inoltre, la dedollarizzazione può avere effetti sociali positivi per il popolo argentino. Con una dipendenza ridotta dal dollaro statunitense, il governo può attuare politiche che diano priorità alla spesa sociale e alla riduzione della povertà. Utilizzando il peso come valuta principale, programmi come il welfare, l’assistenza sanitaria e l’istruzione possono essere finanziati in modo più efficace, migliorando il tenore di vita complessivo della popolazione. Inoltre, la dedollarizzazione può anche promuovere l’inclusione finanziaria, poiché fornisce un maggiore accesso ai servizi finanziari per la popolazione priva di servizi bancari. Incoraggiando l’uso della valuta locale, più individui e imprese possono partecipare pienamente all’economia, favorendo la crescita economica e riducendo la disuguaglianza di reddito. Nel complesso, i benefici della dedollarizzazione per l’Argentina vanno oltre la stabilità economica, con il potenziale di creare una società più inclusiva e prospera per i suoi cittadini.

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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